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OASI VIOLA: UN CENTRO DI SOSTEGNO PER LE DONNE, UN PASSO AVANTI CONTRO LA DISCRIMINAZIONE


Latina, 7 marzo 2025 – Un passo significativo nella lotta per i diritti delle donne e contro ogni forma di discriminazione è stato compiuto oggi con l’inaugurazione di Oasi Viola, un nuovo centro di supporto presso la Camera del Lavoro della CGIL di Frosinone Latina. Il progetto, che aprirà ufficialmente le sue porte al pubblico il prossimo lunedì 10 marzo, si propone di diventare un punto di riferimento fondamentale per tutte le donne che affrontano difficoltà in ambito lavorativo, sociale e familiare.

A dare avvio alla cerimonia, il Segretario Generale della CGIL Frosinone Latina, Giuseppe Massafra, che ha posto l’accento sull'importanza di un'iniziativa che nasce dalla volontà di creare un concreto supporto per le donne del territorio, che si concretizzerà nella capacità di fare rete con le istituzioni e le realtà associative. “Oasi Viola non è solo un centro di ascolto – ha sottolineato Massafra – ma una vera e propria piattaforma per la creazione di politiche efficaci in grado di affrontare e superare le discriminazioni in ogni loro forma.”

Il progetto è stato fortemente voluto da Anna Del Vecchio, segretaria Confederale della CGIL e ideatrice di Oasi Viola, che ha spiegato in dettaglio le finalità del centro, i servizi che offrirà e le prospettive future, con l'intento di estendere l'iniziativa anche in altri comuni delle province di Latina e Frosinone. La conferenza si è conclusa con l’intervento di Diana Agostinello, della Segreteria della Camera del Lavoro Regionale di Roma e Lazio, che ha ribadito l’importanza della collaborazione tra le istituzioni e le organizzazioni sociali per realizzare politiche di pari opportunità.



Alla cerimonia hanno partecipato anche numerosi rappresentanti istituzionali e associazioni locali, tra cui il Sindaco di Latina Matilde Celentano, il Questore Fausto Vinci, il Direttore della Asl Sergio Parrocchia e la vice coordinatrice della Consulta Donne e amministratrice ANCI Lazio Simona Mulè. Il clima di solidarietà e impegno comune è stato ulteriormente arricchito dalla presenza delle opere di artiste locali, esposte grazie alla collaborazione con il Museo Arte Diffusa di Latina e curate da Fabio D’Achille.

Oasi Viola si presenta come uno spazio sicuro e accogliente, creato per contrastare le discriminazioni, la violenza e le molestie, sia nei luoghi di lavoro che nella vita quotidiana. Ma non si tratta solo di un centro di ascolto: Oasi Viola offrirà anche seminari e workshop su temi cruciali per il benessere femminile. Tra gli argomenti trattati: medicina di genere, ludopatie, gestione dello stress, salute mentale, sicurezza e benessere sul lavoro. Inoltre, il centro si propone di essere un punto di aggregazione culturale, aperto a tutte le donne, italiane e non, per favorire il dialogo e la condivisione di esperienze.

La sede di Oasi Viola si trova a Latina, in via Cerveteri 2, e sarà aperta ogni lunedì e mercoledì dalle 15:00 alle 17:00. Il centro si avvarrà della preziosa collaborazione del Centro Donna Lilith, di associazioni locali, di professionisti qualificati, tra cui psicologi e legali, che offriranno supporto alle donne in difficoltà.




L’apertura di Oasi Viola rappresenta un passo fondamentale per il nostro territorio, un segnale tangibile di impegno e solidarietà verso tutte le donne che necessitano di ascolto, aiuto e tutela. Un’iniziativa che non solo offre un supporto pratico, ma che si pone come un faro di speranza per un futuro più equo e giusto, dove ogni donna possa vivere senza paura di discriminazioni e violenze.

Per maggiori informazioni o richieste di supporto, è possibile contattare il centro all’indirizzo email oasivioladonne@gmail.com.



CALO DRASTICO DEL 90% PER LE DOMANDE DI INVALIDITÀ A FROSINONE, ALTRO CHE RIFORMA DELLA DISABILITÀ


La CGIL Frosinone Latina denuncia con forza il drammatico calo delle domande di invalidità civile nella provincia di Frosinone. "Altro che riforma della disabilità, qui si stanno cancellando i diritti dei più deboli", dichiara il segretario generale della Camera del Lavoro Giuseppe Massafra, che continua:"A seguito della riforma introdotta migliaia di persone non sono riuscite nemmeno a ottenere il certificato medico necessario per presentare la domanda di invalidità civile. Questo significa la perdita di diritti fondamentali come l'indennità di accompagnamento, la pensione di invalidità civile, il riconoscimento dei benefici previsti dalla Legge 104 o il collocamento obbligatorio per le persone con disabilità".

La provincia di Frosinone è una delle nove province scelte per la sperimentazione della riforma, insieme a Brescia, Catanzaro, Firenze, Forlì-Cesena, Perugia, Salerno, Sassari e Trieste. Anche in queste città, come denunciato dalla CGIL, si è verificato quasi un azzeramento totale delle domande di invalidità civile. L'INPS, nonostante la gravità della situazione, non ha ancora pubblicato alcun dato ufficiale su un tema così importante. Secondo i dati raccolti dalla CGIL, confrontando il numero di domande presentate nella Provincia nel 2025 con quelle registrate alla stessa data nel 2024, si registra un crollo del 90%. Un dato allarmante che dimostra come la riforma stia, di fatto, impedendo alle persone con disabilità di accedere ai loro diritti.

"I medici non possono trascorrere ore davanti al computer per compilare un certificato medico, reso sempre più complesso da richieste innumerevoli, alcune del tutto inutili. A gennaio - prosegue Massafra - la procedura era farraginosa e funzionava a singhiozzo, a febbraio siamo addirittura di fronte ad una vera e propria paralisi. E chi riesce a ottenere un certificato, lo fa a caro prezzo, con costi che lievitano proprio a causa del tempo necessario per redigerlo".

Secondo quanto sostiene il Governo e si legge nel sito del Ministero della Salute: “la riforma sulla disabilità che stiamo attuando introduce un nuovo sguardo, vedendo in ogni persona le potenzialità e non i limiti. Il passaggio dall’assistenzialismo alla valorizzazione di ogni persona è fondamentale per ribaltare la prospettiva e non lasciare indietro nessuno. Dobbiamo semplificare e sburocratizzare gli iter e soprattutto partire dai desideri e dal diritto di scegliere di ogni persona". La CGIL smentisce con forza questa narrazione: "Non c'è nessun passo avanti o nuovo sguardo quando si privano le persone con disabilità dei propri diritti. Se questo è l'inizio della riforma, il futuro appare ancora più pericoloso".

Per il segretario generale della CGIL Frosinone Latina "il Governo deve assumersi la responsabilità di questa situazione inaccettabile. La riforma non solo non sta funzionando, ma sta negando i diritti delle persone più fragili prima ancora che possano accedere al sistema. Vogliamo conoscere i dati dall’INPS. Non è ammissibile portare avanti una sperimentazione sulla pelle delle persone, soprattutto dei più deboli. Chiediamo interventi immediati per risolvere questa situazione e garantire alle persone con disabilità l'accesso ai loro diritti senza ostacoli insormontabili. La riforma - conclude Massafra - deve partire dai bisogni reali delle persone, non da slogan privi di fondamento".

OSSERVATORIO LISTE DI ATTESA ASL DI LATINA


Latina, 07 Novembre 2024 - Ieri, presso la Asl di Latina, si è riunito l’Osservatorio aziendale sulle liste di attesa per il confronto sul Piano di tutela del cittadino per l’abbattimento delle liste di attesa.

Come Cgil eravamo l’unica organizzazione sindacale presente alla riunione e intervenuta a difesa del diritto dei cittadini di ricevere visite ed esami nei tempi previsti dalla normativa. Da tempo siamo impegnati come Confederazione, insieme alle vertenze portate avanti dalla categoria dei pensionati e dei servizi pubblici, per ridurre le liste di attesa nella Asl del nostro territorio.

Purtroppo i dati che si possono verificare sul sito regionale non sono per nulla confortanti. Basta analizzare, per esempio, i tempi per gli esami della diagnostica strumentale della Asl di Latina - periodo che va dal 30 Settembre 2024 al 3 Novembre 2024 (dati Regione Lazio) - abbiamo che:
  • 8,7 cittadini su 10 riescono ad avere nei tempi previsti accertamenti diagnostici che devono essere svolti entro 72 h (Urgente);
  • solo 5,5 cittadini su 10 riescono ad avere nei tempi previsti accertamenti diagnostici che devono essere svolti nell’ arco di massimo 10 giorni (Breve);
  • solo 7 cittadini su 10 sono riusciti ad avere accertamenti diagnostici nei 60 giorni previsti (Differibile);
  • solo 3 cittadini su 10 sono riusciti ad avere accertamenti diagnostici nei 120 giorni previsti (Programmabile);

Infine si evince che solo 4,9 cittadini su 10 riescono a prenotare un accertamento diagnostico nei tempi previsti dalla normativa tra tutte e quattro le tempistiche. Anche per quanto riguarda le visite nello stesso periodo di riferimento i dati non migliorano: 5,8 cittadini su 10 riescono ad avere una visita nei tempi previsti (tra i quattro differenti codici di priorità che possono essere assegnati dal proprio medico).

Questi menzionati sono dati esemplificativi che dimostrano in modo incontrovertibile la fondatezza delle richieste che la CGIL da tempo rivolge alla Asl di Latina, alla Regione Lazio e al Governo nazionale: investire più risorse nella sanità pubblica e non dirottarne ulteriori al settore privato. E’ sotto gli occhi di tutti infatti che a fare le spese di questa situazione inaccettabile sono i servizi pubblici, sempre più impoveriti, e l’utenza più fragile e anziana.

Al tavolo dell’Osservatorio aziendale sulle liste di attesa abbiamo sottolineato che la problematica dei tempi troppo lunghi e delle prestazioni cosiddette “fuori soglia” riguarda, soprattutto, le fasce deboli della nostra cittadinanza, che non posso permettersi di curarsi nel privato e così scelgono di rinunciare alle cure.

Durante la riunione con la ASL di Latina abbiamo discusso della delibera regionale n. 777 per l’abbattimento delle prestazioni “fuori soglia”, che assegna alla Asl di Latina euro 1.270.827,69 euro, per il recupero di circa 28000 prestazioni. La Cgil ha chiesto di conoscere in che modo tali risorse verranno utilizzate, poiché siamo conviti che debbano essere utilizzate esclusivamente per il potenziamento della sanità pubblica e del perimetro pubblico in generale.

Abbiamo evidenziato, inoltre, che occorre potenziare le uniche due risonanze magnetiche presenti nella Asl e attivare immediatamente nel Sud Pontino il servizio TAC, i due ecografi ancora inutilizzati e il mammografo presso il centro di alta diagnostica di Gaeta sollecitandone l’apertura.

Abbiamo rammentato che nel mese di Febbraio scorso abbiamo organizzato presidi di protesta davanti all’ospedale Goretti di Latina e all’ ex Ospedale Di Liegro di Gaeta, insieme allo Spi Cgil e alla Fp Cgil, proprio per chiedere alla ASL di Latina e alla Regione Lazio l’abbattimento delle liste di attesa e l’attivazione del centro di alta diagnostica (che ha a disposizione una tac a 128 strati ben due ecografi e un mammografo), visto che erano ancora fermi.

La Asl ci ha comunicato che è arrivata l’autorizzazione per l’apertura ed è in corso la formazione del personale, ma continueremo a monitorare la situazione poiché sulla stampa di questi giorni leggiamo notizie diverse. Per noi occorre procedere speditamente come sottolineato durante l’incontro. L’ apertura rappresenterebbe un primo passo importante per dare risposte su un territorio che è oltretutto molto esteso e mal collegato.

Ci attendiamo una nuova convocazione dalla Asl per discutere, nel dettaglio, delle problematiche legate alle liste di attesa ed entrare più nel dettaglio delle azioni messe in campo per superarle.

FP CGIL Frosinone Latina 
CGIL Frosinone Latina
SPI CGIL Frosinone Latina

INCIDENTE MORTALE SUL LAVORO AD AUSONIA: BASTA TRAGEDIE NEI LUOGHI DI LAVORO. È TEMPO DI AGIRE











COMUNICATO CONGIUNTO 
CGIL FROSINONE LATINA 
FILLEA CGIL FROSINONE LATINA  
FUNZIONE PUBBLICA CGIL FROSINONE LATINA

Frosinone, [6 novembre 2024] – Un’altra tragica morte sul lavoro ha colpito la nostra comunità. Ad Ausonia, un operaio sessantenne ha perso la vita, schiacciato da una lastra di marmo in circostanze che richiamano con urgenza l’attenzione sulla necessità non più rinviabile di elevare gli standard di sicurezza nei luoghi di lavoro per fare in modo una volta per tutte che queste tragedie non si ripetano più.

La CGIL Frosinone Latina tutta esprime profonda solidarietà e vicinanza alla famiglia e ai colleghi della vittima. Il dolore per la perdita è inaccettabile, e siamo consapevoli che non basta la sola solidarietà: di fronte a queste tragedie, serve una risposta concreta e immediata. Non è più tollerabile che nel 2024 la vita di un lavoratore venga messa a rischio a causa di carenze nelle misure di sicurezza e prevenzione.

Da tempo denunciamo l’insufficienza di tecnici della prevenzione e di medici del lavoro nei Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (Presal) delle ASL, figure fondamentali per i controlli e la prevenzione degli incidenti. La persistente carenza di personale negli organici delle ASL, accentuata da mancanza di fondi e interventi strutturali, ha indebolito in modo critico i presidi di salute e sicurezza sul lavoro.

Non bastano più le denunce: chiediamo che le istituzioni regionali e nazionali prendano finalmente atto di questa emergenza e passino all’azione. È necessario potenziare i sistemi di prevenzione, rafforzare i Presal, investire nelle risorse per le ASL e garantire che ogni luogo di lavoro rispetti standard adeguati e controlli regolari.

Rinnoviamo inoltre la richiesta che il tavolo della Prefettura su salute e sicurezza riprenda concretamente il proprio ruolo di raccordo tra enti e istituzioni, affinché possa monitorare in modo sistematico e coordinato la situazione della sicurezza sul territorio arrivando ad un protocollo condiviso con tutti gli enti preposti ai controlli, organizzazioni datoriali e organizzazioni sindacali.

CGIL Frosinone Latina si impegna a vigilare e a lottare affinché incidenti come questo non siano più una triste realtà del nostro presente. Ogni vita persa sul lavoro è una ferita per tutta la comunità, una ferita che impone un cambiamento e una giustizia concreta.

CGIL E FLC FROSINONE LATINA: INTEGRAZIONE E INCLUSIONE DEVONO ESSERE AL CENTRO DELLE POLITICHE SCOLASTICHE



Latina, [18/09/2024] – La CGIL e la FLC Frosinone Latina esprimono la propria profonda preoccupazione per i recenti sviluppi presso l'istituto comprensivo S. Ten. Alfredo Aspri di Fondi. La divisione degli alunni in classi separate in base alla loro origine etnica e nazionale rappresenta un grave passo indietro rispetto ai principi di integrazione e inclusione che dovrebbero caratterizzare il nostro sistema educativo.

Comprendiamo il disagio espresso dai genitori, che in molti casi riflette un timore legato all'incertezza su come affrontare una realtà scolastica sempre più multiculturale. Tuttavia, crediamo fermamente che la soluzione non risieda nella separazione, ma nella costruzione di spazi educativi in cui la diversità diventi una risorsa e un'opportunità di crescita per tutti. È fondamentale che i genitori, gli insegnanti e tutta la comunità educativa collaborino per creare un clima inclusivo e accogliente, che valorizzi le differenze e promuova la coesione sociale.

Come CGIL e FLC Frosinone Latina, siamo intervenuti in questi giorni anche in altri comuni della provincia per affrontare situazioni simili, e continueremo a vigilare affinché nelle scuole vengano adottati modelli organizzativi didattici aperti e inclusivi.

Verificheremo l’impegno della dirigente scolastica dell’istituto Aspri, che ha dichiarato l’intenzione di riorganizzare i gruppi classe per favorire un’educazione più inclusiva.

La situazione attuale è, in parte, una conseguenza delle politiche migratorie del nostro Paese, che spesso escludono e separano, creando barriere tra cittadini e stranieri. Le politiche di immigrazione, a partire dalla legge Bossi-Fini, hanno fallito nel promuovere una vera integrazione e continuano a operare una netta distinzione tra italiani e stranieri. Chiediamo con forza l'abrogazione di queste norme, che contribuiscono a creare divisioni e tensioni sociali.

Non possiamo limitarci a guardare alla multiculturalità del nostro territorio solo attraverso gli episodi di cronaca nera, come la tragica vicenda di Satnam Singh, che ci ricorda quanto sia complessa la realtà delle comunità straniere nella provincia di Latina. Affrontare la diversità significa agire concretamente per l'integrazione, non alimentare polemiche o girarsi dall'altra parte.

La scuola deve essere il primo grande incubatore di integrazione e coesione sociale. Continueremo a lavorare per garantire che ogni alunno, indipendentemente dalla sua origine, possa partecipare pienamente alla vita scolastica e sociale, in un ambiente rispettoso e inclusivo.

GRANDE SUCCESSO DELLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE A LATINA CONTRO IL CAPORALATO. LANDINI:”INIZIAMO UNA MOBILITAZIONE PERMANENTE”


Latina, 6 luglio 2024 - Oggi, la città di Latina è stata teatro di una straordinaria manifestazione nazionale organizzata dalla CGIL (guarda qui le immagini della manifestazione). Una moltitudine di persone provenienti da ogni angolo d'Italia. Sindacati, rappresentanti politici e membri della società civile si sono uniti in un corteo che ha attraversato le strade della città per dire basta al caporalato e allo sfruttamento nei campi.

La manifestazione, iniziata da Via Vittorio Cervone, si è conclusa in Piazza della Libertà con un discorso particolarmente sentito del segretario generale della CGIL Maurizio Landini. "Oggi dimostriamo che l'Italia intera è unita contro ogni forma di sfruttamento e illegalità nel mondo del lavoro e questa manifestazione è la prosecuzione di una vertenza che appartiene a ogni territorio e ad ogni luogo di lavoro, da oggi iniziamo una mobilitazione permanente che durerà finché non avremo raggiunto l’obiettivo" ha dichiarato Landini nel suo intervento.

La partecipazione massiccia alla manifestazione non solo ha sottolineato l'importanza della lotta e dell’impegno contro il caporalato, ma ha anche dimostrato che nel nostro Paese esiste un sostegno diffuso verso le azioni volte a garantire dignità e diritti ai lavoratori. "La morte di Satnam Singh è una tragedia che non deve più ripetersi," ha affermato Landini. "Dobbiamo abolire le leggi come la Bossi-Fini e il decreto flussi, che alimentano lo sfruttamento e la precarietà."

La CGIL continua ad impegnarsi, come ha sempre fatto, restando in prima linea nella lotta contro il caporalato e ogni forma di sfruttamento, promuovendo la legalità, la sicurezza e la dignità sul lavoro. La mobilitazione di oggi è stata una chiara dimostrazione che la società italiana non tollera più condizioni di lavoro disumane e chiede un cambiamento immediato.

La manifestazione di Latina ha lanciato un messaggio potente: è possibile e necessario costruire un futuro dove i diritti dei lavoratori siano rispettati e dove ogni forma di sfruttamento sia eliminata. "La CGIL continuerà a battersi per i diritti di tutti i lavoratori," ha concluso Landini. "Oggi abbiamo fatto un passo importante, ma la nostra lotta continua fino a quando ogni lavoratore potrà vivere e lavorare con dignità."

La straordinaria partecipazione di oggi è una testimonianza di solidarietà e di determinazione nel combattere contro l'ingiustizia e nel costruire un futuro più giusto per tutti.



CGIL: SABATO 6 LUGLIO, MANIFESTAZIONE NAZIONALE A LATINA CONTRO IL CAPORALATO E CONTRO L'ILLEGALITÀ

Il prossimo sabato 6 luglio, la CGIL ha indetto una manifestazione nazionale a Latina, una città che è diventata suo malgrado il simbolo delle drammatiche condizioni di lavoro nel settore agricolo italiano. Un corteo che attraverserà la città per poi concludersi in Piazza della Libertà, dove interverrà il segretario generale della CGIL, Maurizio Landini e dove sono attesi migliaia di funzionari, delegati e militanti della CGIL e delle federazioni di categoria da tutta Italia, così come delle associazioni della società civile.

Latina e l'Agro Pontino sono tristemente noti per le gravi condizioni di sfruttamento dei lavoratori agricoli, in gran parte immigrati asiatici, soprattutto di etnia Sikh. Ma Latina è anche simbolo di lotte sindacali, di denuncia, di impegno sociale. CGIL, FLAI, assieme anche alla cooperativa In Migrazione di Marco Omizzolo, combattono da anni la battaglia contro il caporalato e lo sfruttamento nei campi.

Giuseppe Massafra, segretario generale della CGIL Frosinone Latina, ha evidenziato come il caporalato e lo sfruttamento siano considerati fenomeni normali da molte parti della società e delle istituzioni. "Questo chiama a una responsabilità collettiva," afferma Massafra, "che deve tradursi in azioni concrete."

Azioni concrete che proprio in questi giorni stanno – almeno da parte dell'autorità giudiziaria – iniziando ad arrivare: proprio ieri è stata emessa l'ordinanza di custodia cautelare in carcere dal Gip del Tribunale di Latina per Antonello Lovato, titolare dell'azienda in cui lavorava Satnam Singh, contestandogli il reato di omicidio doloso con dolo eventuale. Come CGIL – continua Massafra - “abbiamo accolto positivamente la notizia ma continuiamo a chiedere che l'azienda Agrilovato sia posta sotto controllo giudiziario come previsto dall'articolo 3 della Legge 20 ottobre 2016, n°199, così come continuiamo a ribadire la necessità di applicare rigorosamente la legge regionale del 2018 e la disciplina di contrasto al caporalato del 2016, perché occorre eliminare l'intermediazione illegale, che è legata a doppio filo con la criminalità organizzata che opera in maniera radicata nel territorio.” 

Ed è proprio di oggi – a tal proposito - la notizia che Il sindaco di Aprilia Lanfranco Principi Ã¨ stato posto agli arresti domiciliari nell'ambito di un'inchiesta su un'associazione mafiosa radicata nella cittadina in provincia di Latina. L'inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma ha rivelato presunti legami e condizionamenti tra politici locali e organizzazioni criminali di 'ndrangheta, influenzando anche il voto elettorale ad Aprilia e Pomezia. 

“Questi interventi rappresentano un passo importante nella lotta contro le mafie e lo sfruttamento, ma sono solo l'inizio di un percorso necessario per scoperchiare e neutralizzare un sistema che opera nell'ombra, sono solo la punta dell'iceberg di un fenomeno molto più vasto e preoccupante. Il caporalato, il traffico di droga, le estorsioni, e l'usura sono parte di un intreccio di illegalità che compromette il tessuto sociale ed economico della nostra provincia.” Continua il segretario generale CGIL Frosinone Latina, che conclude:”È essenziale che le istituzioni locali e nazionali, insieme al governo, prendano coscienza di questa realtà e agiscano con determinazione. Non basta affidarsi alle sole azioni della magistratura e delle forze dell'ordine: serve un impegno corale e continuativo da parte di tutte le istituzioni per garantire legalità, sicurezza e giustizia sociale.

La CGIL continuerà a mobilitarsi e a denunciare ogni forma di sopruso e sfruttamento, chiedendo misure concrete per proteggere i lavoratori e ripristinare condizioni di lavoro dignitose. Invitiamo tutte le forze politiche, sindacali e la società civile a unirsi in questa battaglia di civiltà, affinché la giustizia possa prevalere e il sistema criminale venga definitivamente smantellato.”

La manifestazione del 6 luglio non è solo un momento di commemorazione, ma un richiamo all'azione per tutti. 



TRAGEDIA NEI CAMPI DELL'AGRO PONTINO, IL PREFETTO FALCO CONVOCA CGIL E FLAI



A seguito del tragico accadimento di ieri nelle campagne di Latina, in cui un bracciante indiano ha perso un braccio mentre utilizzava un macchinario agricolo e anziché essere soccorso è stato buttato in strada come un rifiuto e che ancora lotta tra la vita e la morte, il Prefetto di Latina Maurzio Falco ha convocato oggi pomeriggio alle 17 la CGIL e la Flai CGIL (la categoria che rappresenta i lavoratori dell'agricoltura) per un confronto sui temi che questo ennesimo tragico e riprovevole fatto

accaduto nell'Agro Pontino ha riportato alla pubblica attenzione. Confronto che assume ancor maggior rilevanza alla luce dell'incarico che proprio Maurizo Falco andrà a ricoprire su proposta del Ministro dell'Interno: “Commissario straordinario in materia di superamento degli insediamenti abusivi e contro lo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura”.

Tre i punti principali sui quali i rappresentanti sindacali hanno chiesto un particolare impegno da parte del prefetto: un riscontro politico su come utilizzare i fondi del PNRR destinati proprio alla lotta e al contrasto al caporalato che su Latina dovrebbero ammontare a circa 4 milioni di euro; una particolare attenzione alla “questione sociale” che riguarda un'intera comunità, quella indiana a Latina, che lavora nei campi irregolarmente e senza alcuna tutela, che ha paura di denunciare perché questo vorrebbe dire perdita del lavoro se non peggio (una percentuale enorme di questi lavoratori e lavoratrici sono senza permesso di soggiorno e quindi ancor più ricattabili), una comunità che vive in condizioni abitative precarie nei casi migliori e che non può accedere ad alcuna forma di welfare o assistenza sociale; infine, la necessità di affrontare e risolvere una volta per tutte le falle della filiera dei controlli nei luoghi di lavoro, che è alla base della prevenzione e dello sradicamento del “fenomeno caporalato”, che purtroppo allo stato attuale rappresenta i limiti più grandi di un'azione che altrimenti non potrà mai essere risolutrice.

Il prefetto si è espresso favorevolmente a tutte le richieste espresse dalle sigle sindacali, prendendo un impegno proattivo affinché non solo tragedie del genere non accadano più, ma anche nell'ottica di contribuire finalmente a restituire il giusto riconoscimento sociale e non solo a una comunità, quella indiana dell'Agro Pontino, che da anni è costretta a subire in silenzio pur ricoprendo un ruolo essenziale nell'economia di un intero territorio e non solo.

A tal proposito il Prefetto Falco si è espresso positivamente al sollecito dei rappresentanti sindacali di rilasciare il permesso di soggiorno al lavoratore che ancora non è fuori pericolo di vita e a sua moglie, prendendo un impegno che non è un mero atto risarcitorio, ma rappresenta un segnale politico e sociale: lo Stato c'è, ed a protezione di tutte le persone che sono vittime, che sono ricattabili, che – nei casi come questo – sono addirittura in condizioni di schiavitù, perché il caporalato è un fenomeno che non riguarda solo agricoltura, ma è trasversale e diffuso ancor più di quello che si pensi.

CGIL e Flai CGIL, assieme a tutte le altre federazioni di categoria, durante l'incontro con il Prefetto hanno espresso i loro sostegno e la loro solidarietà con un presidio che ha visto la partecipazione di funzionari, delegati e militanti.

LA TRAGEDIA INVISIBILE DELL'AGRO PONTINO: SCHIAVITÙ E DISUMANITÀ NEI CAMPI; NELLE CAMPAGNE DI LATINA UN BRACCIANTE PERDE UN BRACCIO E VIENE BUTTATO IN STRADA



Quanto accaduto a Borgo Santa Maria non può essere considerato semplicemente un infortunio sul lavoro, ma rappresenta la tragica conseguenza della condizione di schiavitù a cui sono sottoposti migliaia di lavoratori nell'agro pontino. Il giovane bracciante di nazionalità indiana, tuttora in pericolo di vita, dopo aver perso un braccio, tranciato da un macchinario per la preparazione delle serre, non ha avuto nemmeno la possibilità di essere soccorso immediatamente e adeguatamente. Nonostante le condizioni disperate, è stato scaricato davanti alla sua abitazione come un rifiuto, un oggetto ormai inservibile.

Questo è l'ennesimo, inaccettabile episodio di disumanità in un territorio che, negli ultimi anni, ha riempito le cronache di precarietà e sfruttamento. Ciò che è ancora più grave è che questa situazione sembri ormai essere considerata normale.” Queste le parole del segretario generale CGIL Frosinone Latina Giuseppe Massafra, che continua:”Sembra normale che, nell'agricoltura del pontino, continuino a esistere "fantasmi" che si ammazzano di lavoro nei campi, trattati come schiavi e privati della loro dignità. Sembra normale che migliaia di persone di altre etnie, che abitano questo territorio da generazioni, continuino a vivere ai margini di un sistema che non li riconosce, ma che si nutre di loro.
Sembra normale che, dopo eventi di questo genere, l'unica aspettativa sia una breve indignazione, destinata a durare il tempo di un articolo di giornale, senza nessuna azione concreta per porre fine a questa disumanità.

Conclude Massafra:”La denuncia non basta più. Serve un'azione forte che smuova le coscienze. Serve la consapevolezza diffusa che, quando la dignità di un solo essere umano viene calpestata, l'asticella inevitabilmente si abbassa per tutti”.



COMUNE DI LATINA, CGIL, CISL E UIL : SOTTOSCRITTI PROTOCOLLO DI RELAZIONI SINDACALI E L’ACCORDO OPERATIVO PER I SITI INDUSTRIALI DISMESSI

Questa mattina, presso il Comune di Latina, sono stati sottoscritti un protocollo d’intesa di relazioni sindacali e un accordo operativo per i siti industriali dismessi tra l’ente municipale e le organizzazioni sindacali CGIL Frosinone Latina, Cisl Latina e Uil Lazio.

A firmare i documenti sono stati il sindaco di Latina Matilde Celentano, in rappresentanza del Comune, e i segretari Giuseppe Massafra (CGIL), Roberto Cecere (Cisl) e Luigi Garullo (Uil)

I protocolli sottoscritti oggi sono di fondamentale importanza per lo sviluppo – e non solo – del nostro territorio. Un accordo volto a favorire lo sviluppo territoriale e migliorare la qualità della vita dei cittadini attraverso un dialogo costante e continuo che si basi su un sistema di relazioni sindacali improntato al rispetto reciproco delle competenze e alla promozione di iniziative congiunte su tematiche cruciali per la comunità locale.

Le parti si incontreranno ogni quattro mesi, ma anche su richiesta, possibilmente in prossimità della redazione del bilancio preventivo al fine di discutere e attuare azioni concrete riguardanti varie aree d'interesse, in particolare lo sviluppo del territorio, il welfare, la sicurezza.




Si va dalla valutazione degli interventi finanziati dai fondi del PNRR, FSC e Fondi strutturali a un Piano delle Opere Pubbliche per uno sviluppo integrato e alla semplificazione amministrativa; dallo sviluppo del polo universitario alle politiche sociali per fasce vulnerabili; da Politiche di bilancio basate sull'equità sociale e agevolazioni utilizzando l'ISEE a Politiche abitative inclusive, fino al recupero dei siti industriali dismessi anche in un’ottica di risanamento ambientale; infine, di enorme importanza, il contrasto all'evasione fiscale, all'illegalità, al lavoro non regolare e al caporalato.

Quest'ultimo passaggio in particolare rappresenta un cardine decisivo per il benessere del nostro territorio e delle persone che lo vivono. Non solo è fondamentale che il protocollo crei le condizioni per un lavoro sinergico finalizzato alla lotta all'illegalità, al lavoro nero e al caporalato. Il coinvolgimento della Prefettura poi sarà decisivo a partire dal monitoraggio di quelle che sono le condizioni in termini di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, perché molto spesso è proprio dai numerosi incidenti e dalle tragedie che – purtroppo – accadono sovente sul lavoro che poi vengono alla luce condizioni di irregolarità e illegalità.

Di fatto i due accordi aprono un dialogo tra le parti sociali e istituzionali senza precedenti perché fatto non più solo di confronti sporadici, ma di sinergie, competenze, scelte condivise ed operatività con le quali avremo realmente la possibilità di fare un salto di qualità, chiaramente sarà determinante il rispetto degli impegni presi da parte di tutti gli attori coinvolti; in particolare, se pensiamo alla gestione delle risorse dei fondi strutturali e del PNRR, scelte sagge, lungimiranti e condivise potranno fare veramente la differenza.




I due protocolli rispecchiano la volontà dell’amministrazione comunale di Latina a percorrere tutte le strade praticabili per una progressiva riduzione dei tributi ove possibile e a promuovere gare d'appalto che rispettino il costo del lavoro stabilito dai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro, che favoriscano un equilibrio tra qualità e costo dei servizi offerti. Si prevede inoltre l'applicazione della clausola sociale prevista dalla legge sugli appalti, garantendo anche norme sulla sicurezza sul lavoro per tutti gli operatori coinvolti. 

Ci auguriamo che i documenti sottoscritti oggi rappresentino solo l'inizio di una nuova strada fatta di legalità, equità, giustizia sociale, che possa dare una nuova linfa al nostro territorio ed essere d'esempio per gli altri.





CGIL E FILT CGIL FROSINONE LATINA: SCONVOLTI E INDIGNATI PER L’ENNESIMA TRAGEDIA SUL LAVORO A LATINA


Stanotte, a Borgo Santa Maria, è avvenuta l’ennesima tragedia sul lavoro nel nostro territorio: un operaio di 38 anni, dipendente di una ditta di trasporti e logistica, ha perso la vita durante le operazioni di scarico merce. Siamo profondamente sconvolti e indignati per questa perdita che, come molte altre, si poteva e si doveva evitare.

Sono stati i colleghi di lavoro a chiamare immediatamente i soccorsi, e sul posto sono intervenuti i Carabinieri, i sanitari del 118 e il Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro dell’Asl di Latina. Tuttavia, nonostante gli sforzi, non è stato possibile salvare l’operaio.

Non è possibile continuare a fare la conta delle lavoratrici e dei lavoratori che escono la mattina per andare a lavoro e non vi fanno più ritorno. Questo è un dramma che si ripete con una frequenza inaccettabile, e che getta nello sconforto famiglie e comunità intere. La salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro non possono essere relegati a questioni secondarie o affrontate solo a seguito di tragedie. È un tema imprescindibile, che riguarda sia la cultura che la pratica quotidiana. Un’urgenza che non può più essere rinviata. Chiediamo alle autorità preposte di fare quanto prima chiarezza su quanto avvenuto per individuare le responsabilità.

Da tempo la CGIL Frosinone Latina invoca l’istituzione di un tavolo permanente con il Prefetto e le istituzioni competenti, affinché si affronti una volta per tutte questa drammatica situazione in modo concreto e risolutivo. Non possiamo più aspettare. È necessario agire subito, con decisione e determinazione, per mettere fine a questa strage silenziosa.

Non servono parole di circostanza, serve spezzare una spirale fatta di precarietà, aumento dei ritmi di lavoro, scarsa formazione e pochi investimenti sulla sicurezza. Le lavoratrici e i lavoratori hanno il diritto di lavorare in sicurezza e di tornare a casa dalle loro famiglie. Chiediamo che vengano prese misure immediate per rafforzare la prevenzione e la sicurezza sul lavoro, attraverso controlli più rigorosi, formazione continua e l'adozione di tutte le precauzioni necessarie per evitare ulteriori tragedie. E’ il momento di dire basta e di costituire finalmente la Procura Nazionale sulla salute e sulla sicurezza e mettere assieme persone che abbiano le competenze per poter lavorare.

Esprimiamo la nostra vicinanza alla famiglia dell’operaio deceduto e ai suoi colleghi, fin da ora come Cgil e Filt Cgil ci mettiamo a disposizione per ogni sostegno e aiuto e ribadiamo il nostro impegno a lottare affinché tragedie del genere non si ripetano mai più.

CGIL Frosinone Latina
FILT CGIL Frosinone Latina

SIGLATO L'ACCORDO PER LA MOBILITÀ IN DEROGA NELLE AREE DI CRISI COMPLESSA


Sottoscritto ieri l'accordo per l'erogazione della mobilità in deroga nelle aree di crisi complessa della Regione Lazio. Destinati 16.665.00 € per la mobilità in deroga e 2.035.000 per la cassa integrazione straordinaria.

Come CGIL abbiamo espresso preoccupazione per le tante crisi aziendali nei territori , che non riguardano solo le grandi aziende ma anche tutte quelle piccole dell'indotto. A tal proposito abbiamo chiesto all'assessore Schiboni di aprire un tavolo e, qualora fosse necessario, dal momento che ci sono residui degli anni precedenti, integrare le somme stanziate per la cigs.

Abbiamo nuovamente chiesto un interpello al Ministero per l'adeguamento dell'indennità di mobilità bloccata al 2017.

Naturalmente abbiamo ribadito la celerità necessaria ad emettere la determina da trasmettere alle sedi INPS, i lavoratori sono senza sostegno da dicembre 2023.

Bisogna mettere in campo politiche attive che consentano realmente ai lavoratori il reinserimento nel mondo del lavoro.

A LATINA BRACCIANTI COSTRETTI A FARE IL SALUTO ROMANO E MINACCIATI CON ARMI: LA LOTTA AL CAPORALATO DEVE TORNARE UNA PRIORITÀ



Le recenti indagini sullo sfruttamento dei lavoratori in provincia di Latina hanno rivelato una realtà inquietante: alcuni braccianti stranieri sono costretti a fare il saluto romano o sono minacciati con pistole e fucili. Questa pratica serve a “insegnare” loro che “in Italia comandano gli italiani” e che “il fascismo è la fede politica dei padroni”. Queste condizioni di lavoro inaccettabili devono essere affrontate con urgenza, nonostante i tentativi di revisionismo da parte del governo.

Chi conosce la provincia di Latina sa che il caporalato e lo sfruttamento dei lavoratori sono problemi radicati. Migliaia di uomini e donne, spesso immigrati, vivono in condizioni di lavoro estremamente difficili, specialmente nel settore agroalimentare. Le operazioni delle forze dell'ordine e della magistratura hanno rivelato una rete di complicità tra professionisti e dirigenti pubblici, che aiutano gli sfruttatori a mantenere un sistema agromafioso sofisticato.

Una recente operazione condotta dai carabinieri forestali di Frosinone ha ipotizzato il reato di corruzione per un dirigente della regione Lazio e otto imprenditori. Tra gli indagati, figura anche il senatore di Forza Italia Claudio Fazzone, ex membro della Commissione bicamerale antimafia e attuale presidente della Commissione ambiente del Senato. Questi eventi dimostrano come la corruzione nel settore agricolo possa coinvolgere anche i vertici della politica locale e nazionale.

Numerose ricerche e inchieste alle quali come CGIL abbiamo preso parte assieme ad altre organizzazioni come Eurispes, In Migrazione, Legambiente, Medu, Emergency e le Nazioni Unite denunciano il persistere di forme organizzate di sfruttamento e violenza nei confronti dei braccianti stranieri. Questi lavoratori, spesso costretti ad assumere sostanze dopanti per resistere alle dure condizioni di lavoro, sono sottoposti a segregazione e, in alcuni casi, a vere e proprie condizioni di schiavitù.

In alcune aziende agricole pontine, i braccianti sono costretti a fare il saluto romano davanti all'effige di Mussolini, una chiara dimostrazione dell’orientamento ideologico dei datori di lavoro. Questo “fascismo agrario” è in netta contraddizione con i principi democratici dello Stato italiano. Secondo testimonianze, in queste aziende vengono anche nascoste armi, utilizzate per intimidire i lavoratori stranieri e ricordare loro chi comanda.

Queste condizioni di lavoro non possono essere tollerate. È fondamentale proteggere i diritti dei lavoratori, la dignità umana e la democrazia. Le autorità investigative devono approfondire le indagini sui legami tra alcuni imprenditori agricoli e movimenti fascisti, includendo l'analisi dei canali di finanziamento e la possibile ricostituzione di partiti fascisti vietati.

La lotta contro lo sfruttamento, il padronato e il caporalato deve diventare una priorità per la politica nazionale. È necessario aumentare il personale investigativo dedicato a questi problemi e applicare pienamente la legge 199/2016. Il ricatto nei campi, come dimostrato da anni nel rapporto Ecomafia di Legambiente, passa persino attraverso la rievocazione di stilemi fascisti. Non possiamo più fingere di non sapere.

La CGIL condanna fermamente questi episodi, che ci riportano al periodo più buio della nostra storia. Tutta la nostra organizzazione è da sempre impegnata nei luoghi di lavoro e non solo nella lotta ai nuovi fascismi, tutti agli atteggiamenti autoritari e ad ogni tipo di violenza e discriminazione. La difesa dei diritti dei lavoratori e la promozione di una società giusta e democratica rimangono al centro della missione della CGIL, che continuerà sempre a battersi per un futuro libero da ogni forma di oppressione.



MANIFESTAZIONE NAZIONALE “LA VIA MAESTRA”, IL 25 MAGGIO A NAPOLI ANCHE LA CAMERA DEL LAVORO FROSINONE LATINA


“La Via Maestra”, che riunisce 160 organizzazioni e associazioni, tra cui la CGIL, torna in piazza a Napoli il 25 maggio “Per un’Italia capace di futuro, per un’Europa giusta e solidale”. Nell'appello diffuso, ‘La Via Maestra’ ribadisce che la Costituzione rimane il fulcro del programma politico: per la democrazia, per la pace, per il clima, per la giustizia sociale, per il lavoro dignitoso, per dare un futuro sostenibile a questo Paese. Il corteo si concentrerà alle 13.30 in piazza Mancini e sfilerà per le vie di Napoli fino a raggiungere piazza Dante, dove si terranno gli interventi dal palco.

La CGIL Frosinone Latina, con i propri funzionari, tutte le federazioni di categoria, i propri delegati e i militanti, sarà a Napoli perché dall’ultima manifestazione nazionale del 7 ottobre, la situazione italiana e internazionale è peggiorata notevolmente:

  • Rischio di guerra. La possibilità di un conflitto generalizzato è in aumento. A Gaza, in Medio Oriente, in Ucraina, in Sudan e altre aree del mondo, la violenza e la corsa agli armamenti si intensificano.
  • Cambiamenti climatici. Non si registrano miglioramenti, anzi, i danni e le vittime aumentano, colpendo maggiormente le persone e i territori più vulnerabili. La transizione ecologica deve essere gestita per essere socialmente giusta e basata su una nuova qualità del lavoro e dello sviluppo.
  • Unione Europea. L'UE rischia di perdere il suo ruolo di inclusione e cooperazione e, con il patto sui migranti e l’asilo, sta smarrendo la propria umanità.
  • Italia. Gli attacchi all’unità del Paese, alla Costituzione e alla democrazia prendono forma con l’autonomia differenziata e l'elezione diretta del Presidente del Consiglio, aggravando le disuguaglianze e indebolendo la partecipazione democratica.
  • Libertà e diritti. La libertà di informazione, il diritto di manifestare, l’autonomia della magistratura sono sotto attacco da un crescente autoritarismo. Il ruolo dei corpi intermedi è sminuito e negato.
  • Situazione socio-economica. La precarietà del lavoro, soprattutto per giovani e donne, è in aumento. Le morti sul lavoro devono finire: è necessario riformare il sistema di appalti e subappalti e investire in salute e sicurezza. Le disuguaglianze e la povertà crescono, il welfare viene progressivamente smantellato. Non si combatte l’evasione fiscale e si attuano interventi come la flat tax. I diritti sociali e civili, a partire da quelli delle donne, sono a rischio. Risorse vengono sprecate in opere inutili come il ponte sullo Stretto invece di investire sulla transizione giusta e nuove politiche industriali. Il governo non fornisce le risposte necessarie e spesso aggrava la situazione.

E allora il 25 maggio torniamo in piazza a Napoli con La Via Maestra perché il nostro Paese ha bisogno di partecipazione, del ruolo delle organizzazioni sociali e sindacali, dei cittadini e delle cittadine che si impegnano per il bene comune. La Costituzione rimane il nostro programma politico: per la democrazia, la pace, il clima, la giustizia sociale, il lavoro dignitoso, e un futuro sostenibile. Le nostre proposte sono in continuità con la manifestazione del 7 ottobre 2023: chiediamo politiche concrete, risposte puntuali e iniziative rapide per costruire un’Italia capace di futuro e un’Europa giusta e solidale. 

Perché il Paese ne ha bisogno, subito!




CGIL, QUESTO 25 APRILE NON SOLO CELEBRAZIONE: DIRITTI, LAVORO E CAMPAGNA REFERENDARIA AL VIA


Il segretario generale CGIL Frosinone Latina Giuseppe Massafra sottolinea la particolare importanza della giornata del 25 aprile in questo 2024: certamente celebrazione e tributo per chi ha reso possibile la liberazione dal nazifascismo, ma proprio alla luce di quello che sta accadendo nel nostro paese, in cui la libertà in tutte le sue forme sembra essere messa in discussione, un rinnovato impegno da parte del sindacato che vuole ripartire da Lavoro e Diritti.


A tal proposito il lancio della campagna referendaria che vedrà la CGIL impegnata nella raccolta firme nelle piazze e nei luoghi di lavoro di tutta Italia e che sul nostro territorio inizierà proprio il 25 aprile con tre banchetti a Fiuggi presso il Monumento ai Caduti Parco Comunale dalle 9 alle 13, a Cassino in Corso della Repubblica (isola pedonale, incrocio con Via del Carmine) dalle 9 alle 18 e a Latina in Viale Don Giuseppe Morosini dalle 9 alle 13.



LA CGIL FROSINONE LATINA AL 1°WORKSHOP "BACK IN TOWN": POLITICHE TERRITORIALI PER L'INCLUSIONE DEI GIOVANI





La CGIL Frosinone Latina partecipa al primo workshop del progetto europeo "Back in town", progetto nato su iniziativa di alcune Camere del Lavoro per sviluppare politiche territoriali volte all’inclusione economica e sociale dei giovani.  Gli istituti di ricerca coinvolti nel progetto presentano i risultati delle attività desk e di campo svolte nella prima fase di progetto in Italia, Spagna, Polonia, Slovenia e Grecia, in particolare l’indagine sulla condizione dei giovani nel mercato del lavoro in Europa, nei paesi partner e in alcune città di medie dimensioni. 

La nostra Camera del Lavoro ha riportato durante i lavori del workshop una serie di interviste realizzate ad alcuni stakeholders del nostro territorio nelle quali viene analizzata nello specifico la situazione del mercato del lavoro in relazione ai giovani, proprio nelle province di Frosinone e Latina.

L’obiettivo è quello di far emergere convergenze e divergenze ed avviare una riflessione collettiva con le organizzazioni sindacali per identificare le sfide per un’attiva partecipazione dei giovani al mercato del lavoro. Partecipazione, che è direttamente connessa alla capacità degli attori locali di rimuovere gli ostacoli che impediscono percorsi di lavoro sani e dignitosi. Le attività di ricerca sono strettamente legate all’azione sindacale sul territorio, nonché ai processi partecipativi ed inclusivi che possano rendere i giovani effettivi agenti di cambiamento.



NON VOGLIAMO PIÙ L'8 MARZO


“Non vogliamo più l'8 marzo” è una provocazione, un modo per dire che le donne non hanno bisogno di celebrazioni o di visibilità un tot di giorni l'anno. Certamente non ne hanno bisogno le donne iraniane, le donne afghane, le donne ucraine, le donne uccise, le donne violentate, le donne sfruttate, le donne maltrattate, le donne molestate nei luoghi di lavoro. Uguaglianza nei diritti, nelle tutele, nelle opportunità, nella libertà di scelta: l'impegno di tutte, l'impegno di tutti deve essere affinché queste parole siano realtà in ogni luogo del mondo, affinché la giornata della donna sia tutti i giorni. Ringraziamo di cuore Cinzia Distefano.


CGIL Frosinone Latina

RENO DE MEDICI: INCONTRO TRA AZIENDA, REGIONE E SIGLE SINDACALI



Nella giornata di oggi, martedì 27 febbraio 2024, presso il Mimit a Roma, si è svolto l'incontro tra la cartiera Reno de Medici, presente con tutti i vertici aziendali, la Regione Lazio e le strutture sindacali di SLC CGIL, FISTEL CISL, UILCOM UIL e UGL CHIMICI CARTA e STAMPA nazionali, le strutture territoriali e le RSU dello stabilimento RdM di Villa Santa Lucia (Cassino), le istituzioni territoriali e Assocarta.

L’Amministratore Delegato di RdM, Dott. Bianchi, dopo aver ripercorso brevemente la storia di questi ultimi due anni, che vedono la cartiera ferma dal luglio scorso per problemi amministrativi legati allo smaltimento delle acque con il depuratore consortile ed anche problematiche emerse per l’utilizzo dei fanghi primari all'interno del ciclo produttivo, procedimenti che hanno portato l’azienda all’avvio della procedura di cessazione di attività, nel ringraziare l’impegno di tutte le parti in causa, dai sindacati alle istituzioni ed in primis alla Regione Lazio, ha proseguito annunciando la scelta di ripartire con la produzione in questo sito.

Il Ministero, nella persona del dott. Castano, ha chiesto quindi cosa intendesse fare la RdM con la procedura di cessazione, se sospenderla o annullarla con il ritiro, caldeggiando la seconda ipotesi.
Le OO.SS Nazionali unitariamente hanno sottolineato con forza la necessità di ritirare la procedura e con questa richiesta sono state concordi anche le istituzioni a livello locale e regionale.

Assocarta ha inoltre fatto presente che unitamente alla Regione Lazio è stato presentato un interpello al ministero dell’Ambiente sul tema in particolare sull’utilizzo dei fanghi primari all’interno delle cartiere.

L’azienda dopo attenta valutazione ha, per conto dell’amministratore delegato, con tutte le cautele del caso, dichiarato ufficialmente il ritiro della procedura e il riavvio, con i tempi necessari, della produzione e di tutta la cartiera stessa.

Le OO.SS esprimono soddisfazione per la soluzione adottata e accolgono con favore questa decisione sicuri di poter comunicare ai lavoratori e alle loro famiglie questa notizia auspicando che tutti i problemi verranno risolti e che la ripartenza porterà sicuramente serenità in quel territorio. 




SABATO 24 FEBBRAIO IN PIAZZA A CASSINO PER DIRE: “BASTA GUERRA! COSTRUIAMO INSIEME LA PACE”



La CGIL Frosinone Latina, insieme ad altre organizzazioni tra cui l'Anpi, la Caritas Diocesana, la Rete degli Studenti Medi, il Centro Diritti, Exodus, il Comitato Azione Pace e la Comunità Ucraina, promuove l'iniziativa "Basta guerra! Costruiamo insieme la pace" che si terrà in Piazza Diamare a Cassino il Sabato 24 febbraio dalle ore 17, in occasione della Giornata nazionale di mobilitazione per il cessate il fuoco in Palestina ed in Ucraina. L'iniziativa si propone di ribadire il rifiuto di tutte le guerre e del riarmo, per costruire un mondo pacifico e sicuro. Si chiede alle istituzioni italiane ed europee di impegnarsi per diverse azioni, tra cui il bando delle armi nucleari, la riduzione delle spese militari a favore della spesa sociale e la riconversione dell'industria bellica. Si richiede inoltre l'immediato cessate il fuoco in Ucraina e nella Striscia di Gaza, la liberazione degli ostaggi israeliani e dei prigionieri palestinesi, il riconoscimento dello Stato di Palestina e la soluzione politica e non militare della guerra in Ucraina.

Il cammino verso la Pace deve coinvolgere tutti i paesi e tutte le persone. L'unico modo per fermare la follia delle guerre e ridurre il pericolo di una guerra nucleare è unire le nostre forze, assumerci le nostre responsabilità civili e democratiche e lottare per la pace e il rispetto del diritto internazionale. Dobbiamo promuovere un'economia civile e sostenibile, basata sulla cooperazione e sull'autodeterminazione dei popoli, eliminando il colonialismo in tutte le sue forme e evitando una politica basata sulla minaccia nucleare e su alleanze militari contrastanti.

Il nostro compito è costruire una società globale pacifica, rispettosa dei diritti umani e dell'ambiente, per lasciare alle future generazioni un mondo migliore di quello che abbiamo ricevuto. Non potremo avere giustizia sociale e ambientale, né lavoro dignitoso o democrazia piena in un mondo sempre più segnato dalla guerra, dove le risorse sono spese per la morte anziché per la vita, e dove la giustizia e il rispetto del diritto internazionale sono calpestati impunemente.

La guerra non risolve i problemi, e non dobbiamo abituarci all'orrore che porta. Impegnarsi oggi per la pace, il disarmo e la nonviolenza significa affrontare le sfide globali che ci troviamo di fronte, altrimenti rischiamo di distruggere i nostri diritti, la nostra convivenza, le nostre democrazie e il nostro pianeta.
Saremo tutti uniti per ribadire il nostro NO alla guerra e al riarmo, e per chiedere alle istituzioni italiane ed europee di scegliere la via della pace. Sarà un momento di condivisione, di riflessione e di impegno civico, dove ognuno di noi potrà contribuire a costruire un futuro migliore per tutti.

Vi aspettiamo numerosi a Piazza Diamare il 24 febbraio, a partire dalle ore 17 perché insieme possiamo fare la differenza, dare voce ai valori della pace, della solidarietà e della giustizia.
Uniti per la Pace.


TRAGEDIA NEL CANTIERE DEL SUPERMERCATO A FIRENZE, CGIL E UIL: MERCOLEDÌ 21 SCIOPERO NAZIONALE, A FROSINONE LE O.S. CHIEDONO URGENTEMENTE UN INCONTRO AL PREFETTO E ORGANIZZANO UN PRESIDIO CON I LAVORATORI



Il recente crollo del cantiere a Firenze, che ha causato la morte di quattro lavoratori, rappresenta un evento tragico e inaccettabile che ha scosso profondamente la comunità e richiama l'attenzione sulla necessità di affrontare seriamente le questioni legate alla sicurezza sul lavoro. 

La CGIL e la UIL, insieme alle Categorie degli edili e dei metalmeccanici – Fillea Cgil, Feneal Uil, Fiom Cgil e Uilm Uil - dichiarano due ore di sciopero a livello nazionale per mercoledì 21 febbraio. La CGIL Frosinone Latina e la UIL Frosinone si uniscono al coro di condanna per questa tragedia ed esprimono totale vicinanza alle famiglie delle vittime, ma vogliono anche sottolineare con forza che i messaggi di cordoglio non bastano più! Il lavoro e la sicurezza devono essere al centro dell’attenzione politica per mettere in atto soluzioni concrete, proprio a partire dai luoghi a maggior rischio come i cantieri. Ecco perché le due organizzazioni sindacali confederali, assieme a tutte le categorie, hanno ufficialmente fatto richiesta d'incontro urgente al Prefetto del capoluogo ciociaro per condividere le proprie preoccupazioni sulla tutela e sulla sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro. Inoltre, ci sarà un presidio a partire dalle ore 15 in Piazzale Vittorio Veneto.

Una delle principali cause che continuano a portare simili tragedie è rappresentata dalle leggi che consentono i subappalti a cascata nei cantieri. Questo fenomeno crea una catena di responsabilità diluita e complessa da individuare, favorendo situazioni di precarietà e scarsa sicurezza per i lavoratori. È urgente rivedere e rafforzare la normativa in materia di appalti pubblici e subappalti al fine di garantire condizioni di lavoro dignitose e sicure per tutti.

Altrettanto preoccupante è la quasi totale assenza di controlli efficaci in termini di salute e sicurezza nei cantieri. Troppo spesso, le norme esistenti vengono disattese e le violazioni non vengono sanzionate adeguatamente. È necessario un intervento deciso delle istituzioni per rafforzare i controlli e assicurare il rispetto delle normative in materia di sicurezza sul lavoro.

"Questa tragedia ci deve spingere a riflettere e agire con determinazione. È fondamentale un intervento immediato della politica e delle istituzioni affinché, attraverso una corretta e costante applicazione dei dispositivi di legge e dei protocolli di sicurezza, si possa prevenire la ripetizione di eventi simili. È anche necessario intensificare i controlli sul territorio, assumendo nuovo personale qualificato per garantire una maggiore vigilanza sui cantieri e proteggere la vita dei lavoratori." Questo quanto dichiarato da Giuseppe Massafra, segretario generale CGIL Frosinone Latina e da Anita Tarquini, segretaria generale UIL Frosinone.

Per questi motivi la CGIL Frosinone Latina e la UIL Frosinone, assieme a tutte le federazioni di categoria, sono convinte che un coinvolgimento a tutti i livelli delle istituzioni sia determinante e pertanto sarà fondamentale costruire un tavolo di confronto con il Prefetto Ernesto Liguori. Ed è proprio sotto la Prefettura, nel Piazzale Vittorio Veneto, che a partire dalle ore 15 di mercoledì 21 febbraio ci sarà un presidio di lavoratori delle due organizzazioni sindacali: è fondamentale mostrare solidarietà alle vittime e alle loro famiglie e al contempo richiedere con forza un cambiamento radicale nelle politiche e nelle pratiche che regolano il settore edile.

La lotta per una maggiore sicurezza sul lavoro rappresenta una priorità assoluta per la CGIL Frosinone Latina e per la UIL Frosinone; continueremo a impegnarci attivamente affinché tragedie come questa non accadano più.