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APPALTI, ESTERNALIZZAZIONI E LEGALITÀ - DIRITTI DEI LAVORATORI E PREROGATIVE DEL SINDACATO


Il 13 novembre 2018 a partire dalle ore 15, presso la "Sala del Tempio di Adriano", all'interno della Camera di Commercio in Piazza di Pietra a Roma, si svolgerà l'iniziativa "Appalti, esternalizzazioni e legalità - Diritti dei lavoratori e prerogative del sindacato"; sarà presieduta dal Segretario Generale CGIL Roma e Lazio Michele Azzola e vedrà l'apporto di molti contributi tra relatori e testimoni diretti. Durante la giornata tematiche come "appalti" e "sfruttamento del lavoro" saranno anche approfondite in una tavola rotonda, le conclusioni saranno affidate a Vincenzo Colla, Segretario Nazionale CGIL.


CGIL FROSINONE LATINA, TERMINA COSÌ IL SECONDO CONGRESSO


Le giornate del 22 e 23 ottobre hanno visto la CGIL Frosinone Latina impegnata nel suo secondo Congresso territoriale; Villa Ecetra è stata la location scelta per l'occasione. 

Oltre duecento sono stati i partecipanti, tra delegati di posto di lavoro, componenti di segreteria, funzionari e invitati; per citarne alcuni: Tina Balì, Segretaria CGIL Roma e Lazio, il sindaco di Patrica Lucio Fiordaliso, gli storici Stefano Mangullo ed Ersilio Mazzocchi, l'assessore al Lavoro della Regione Lazio Claudio Di Berardino, la consigliera regionale Daniela Bianchi e il Segretario CGIL nazionale Franco Martini a cui sono state affidate le conclusioni.

I temi affrontati nel dibattito – ben delineati nella relazione del Segretario Generale Anselmo Briganti – non hanno riguardato solo il “Lavoro” in senso stretto, ma in una visione ampia e di prospettiva: inclusione, solidarietà, legalità, contratti, ma anche ambiente e welfare; inoltre, un approfondimento specifico sullo sviluppo sostenibile nel Lazio meridionale.

IL VIDEO CELEBRATIVO DEI PRIMI 4 ANNI DELLA CAMERA DEL LAVORO

Oltre quaranta interventi - tra lavoratori e dirigenti - e due tavole rotonde, per un Congresso in cui la discussione è sempre stata di alto profilo e che con fermezza ha già tracciato le linee guida degli impegni che la Camera del Lavoro è chiamata ad assolvere non solo nei prossimi quattro anni, ma già nell'immediato futuro.

Al termine della seconda giornata, sono avvenute le votazioni per la composizione del nuovo gruppo dirigente e dopo l'elezione dell'Assemblea Generale, del Comitato direttivo e dei Delegati per l'istanza regionale, è stata la volta di quella del Segretario Generale.

La neocostituita assemblea generale, con il 95% dei voti, ha eletto Segretario Generale CGIL Frosinone Latina Anselmo Briganti a cui spetterà il compito, nei prossimi giorni, di comporre la nuova segreteria. 

Un augurio di buon Lavoro dalla redazione.




CGIL FROSINONE LATINA A CONGRESSO - UN PATTO PER DARE UNA SCOSSA ANTI-CRISI


«Il Lazio Meridionale ha bisogno di una vera e propria scossa, di una svolta per rilanciare la sua economia, c'è la necessità di un progetto chiaro per far si che arrivino investimenti pubblici e privati per rilanciare lo sviluppo del territorio. Occorre fare un Patto per lo sviluppo del Lazio Meridionale che parta necessariamente dall'attrattività delle bellezze e delle particolarità che vivono in esso. Solo facendo dialogare mondo della ricerca e mondo della produzione potranno nascere progettualità e sviluppi tecnologicamente avanzati coerenti con le attese del territorio»: è la proposta lanciata dal segretario uscente della Cgil di Frosinone e Latina, Anselmo Briganti, che ieri ha tenuto la relazione d’apertura del congresso dell’organizzazione che si concluderà questa mattina a Villa Ecetra a Patrica
con l’elezione della segreteria. Molti gli ospiti della mattinata che hanno preso la parola, tra gli altri il segretario generale della Cisl, Enrico Coppotelli, il segretario generale dell’Ugl, Enzo Valente ed
esponenti della Uil e di varie categorie produttive (era presente il direttore di Federlazio Frosinone, Roberto Battisti). Ha presieduto i lavori il professor Massimo Terracciano. Il dibattito è stato dedicato alla presentazione del libro sulla Camera del Lavoro del Lazio meridionale, scritto da Ermisio Mazzocchi e Salvatore D’Incertopadre, per i tipi di Atlantide Editore di Latina. Hanno portato i saluti istituzionali il sindaco di Patrica, Lucio Fiordalisio ed il presidente della Provincia, Antonio Pompeo. Tornando all’intervento di Briganti, va evidenziato anche il passaggio in cui avverte come «senza unità i sindacati conteranno sempre meno. Da anni sulle due Province di Frosinone e Latina si è consolidata storicamente un unità sindacale tra Cgil, Cisl, Uil, rafforzata dagli obiettivi comuni e mai scalfita. Questi dieci lunghi anni di crisi hanno messo a dura prova il movimento sindacale, ma hanno anche fatto riscoprire le ragioni dell'unità. Ed è proprio dalle cose che ci uniscono che si deve aprire il confronto sull'unità: pensioni, fisco, Mezzogiorno, ambiente, politica indu- striale, contratti e gestione della crisi. Tutti temi che ci vedono molto vicini e convergenti».

Ha chiuso la prima giornata del congresso l’intervento dell’assessore regionale al Lavoro, Claudio Di
Berardino, già segretario regionale della Cgil di Roma e del Lazio. Di Berardino ha messo in guardia sulla riforma dei centri per l’impiego: «Attenti agli slogan sulla loro trasformazione. Non vorrei si trasformassero da occasione per mettere in campo politiche attive per il lavoro in occasione per
attuare politiche assistenziali. Abbiamo bisogno sicuramente di welfare ma non che quest’ultimo si sostituisca al lavoro». «Molte cose sono iniziate prima del mio arrivo - ha poi scandito entrando nel merito dell’attualità economica provinciale -. La Regione ha messo in campo nel corso di questi anni, senza la pretesa di risolvere tutti i problemi della deindustrializzazione, molte intese insieme al Mise. Nel Lazio ci sono stati circa 15 accordi, per un investimento di 25 milioni di euro: questo ha generato circa 400 milioni di investimento. Sono in fase istruttoria altri 5 progetti finalizzati a mettere in campo altri 63 milioni di investimento sul territorio. In più l’area di crisi complessa ha previsto un 20% in più di premialità per Frosinone e Rieti. E domani (oggi - ndr) al Mise si firmerà l’accordo sull’area di crisi complessa che sblocca 10 milioni di euro del ministero in favore delle imprese, che decideranno di investire sul territorio».

«C’è una questione degli ammortizzatori sociali in deroga - è poi venuto alla questione dolente -. Voglio essere chiaro: se il sindacato vorrà io sono pronto a fare quello che il sindacato mi chiede. Noi abbiamo una condizione in cui per il 2018 per gli ammortizzatori mancano all’appello circa 13 milioni di euro. Il fabbisogno stimato non è stato realmente coperto. Noi siamo impegnati col ministero ed abbiamo chiesto questi 13 milioni di euro e in più abbiamo anche sollecitato il
finanziamento del 2019. Perché dobbiamo tenere ancorato il ministero sulla partita dell’area di crisi complessa e sugli investimenti conseguenti all’accordo di domani. La Regione Lazio - ha aggiunto Di Berardino - ha una sorta di tesoretto presso l’Inps: ci sono circa 50 milioni di euro. Il ministero non sappiamo quanti ne vorrà trattenere e quanti ne vorrà dare alla Regione. Il punto non è questo: abbiamo chiesto lo sblocco di queste risorse accumulate perché nel corso degli anni tra il dare e l’avere è rimasto qualcosa da parte. Ma questi fondi, lo dico con chiarezza a Frosinone, non sono per le aree di crisi complessa, ma servono ad aiutare quei lavoratori che hanno perso il posto con ammortizzatori che sono fuori dall’area di crisi complessa. Credo che in una forbice come questa dobbiamo portare a casa tutti e due i risultati: quello per l’area di crisi complessa e quello per gli altri lavoratori in difficoltà. Altrimenti noi sceglieremmo solo di aiutare solo una parte dei lavoratori».

Fonte quotidiano "L'Inchiesta"


COMUNICATO STAMPA - II° CONGRESSO CGIL FROSINONE LATINA

Il 22 e 23 ottobre presso Villa Ecetra a Patrica si terrà il II° Congresso della Cgil di Frosinone Latina.
Il congresso si svolge in un periodo di grandi trasformazioni politico, economiche e sociali. I cambiamenti in atto determineranno e segneranno il futuro degli anni a venire, hanno mutato profondamente la società e gli uomini e stravolgeranno le certezze alle quali eravamo abituati, soprattutto a chi in questo periodo senza averne alcuna responsabilità si è ritrovato disoccupato.
Le elezioni politiche del 4 marzo del 2018 sono state un vero e proprio sconvolgimento per l’Italia, un Paese il nostro che nell’ultimo decennio si è molto impoverito a causa della crisi economica. Il malcontento che si è generato specialmente nelle fasce più deboli della popolazione a causa della degenerazione di una parte della classe politica, ha fatto deflagrare tutti i partiti storici.
Le promesse della campagna elettorale che sembravano essere per tanta parte della popolazione la panacea a tutti i problemi, ben presto si sono rivelate non percorribili, a causa di un debito pubblico molto elevato, di altri fattori economici e del patto di stabilità con l’Europa che indica in modo chiaro che non bisogna superare i livelli indicati.
La manovra economica che deve essere varata nei prossimi giorni non è ancora chiara, ma molto fa discutere sia nel nostro Paese che in Europa.
Le riforme che sono contenute nella finanziaria, quali: le pensioni, il fisco, il reddito minimo di cittadinanza e il lavoro, lo sviluppo, sono le stesse priorità della Cgil, ma con ricette completamente differenti.
Nel congresso affronteremo gli argomenti nazionali, regionali e del Lazio meridionale, all’interno di una discussione che deve mettere al centro vedere i temi dell’uguaglianza, dei diritti, della solidarietà, della cittadinanza, della democrazia e della libertà.
Il Documento di maggioranza “Il Lavoro e’…” mette in evidenza alcune linee direttrici sulle quali la Cgil si deve muovere per raggiungere gli obiettivi che si è prefissata:
  • Il Piano del Lavoro” elaborato dalla Cgil, per indirizzare le risorse, pubbliche e private verso l’innovazione e i beni comuni. E’ un Piano di legislatura per una nuova politica industriale, sociale e ambientale, fondate su una manovra politica fiscale.
  • La Nuova Carta dei Diritti Universali del Lavoro” è una proposta di legge popolare per la quale la Cgil ha raccolto un milione e mezzo di firme. E’ stata depositata in Parlamento durante la scorsa legislatura senza avere nessun riscontro da parte del Governo precedente. Il nuovo Esecutivo ed in particolare, il Presidente della Camera On. Roberto Fico, ci ha subito incontrato, salvo poi far approvare il Decreto Dignità, che è completamente diverso dalla nostra proposta.
Questo nuovo Statuto contiene una raccolta di norme destinate a tutto il mondo del lavoro, subordinato e autonomo, vuole innovare gli strumenti contrattuali preservando quei diritti fondamentali che devono essere riconosciuti ed estesi a tutti, senza distinzione, indipendentemente dalla tipologia lavorativa e contrattuale, perché inderogabili e universali. Diritti che vanno dal compenso equo e proporzionato alla libertà di espressione, alla sicurezza, al riposo, alle pari opportunità e alla formazione permanente, all’aggiornamento costante dei saperi e delle competenze. Per ricostruire un diritto al lavoro a tutela della parte più debole, e per renderlo più dignitoso.
  • Il Lazio meridionale”, lo sviluppo è legato ancora alla ex Cassa del Mezzogiono, da allora molto poco si è fatto per modernizzare e innovare questo territorio. Tantissime sono le aziende che dichiarano di aver chiuso oppure che hanno de localizzato in altri paesi a causa dei costi troppo elevati delle tasse, per una burocrazia asfissiante e per un territorio che non era competitivo abbastanza. Io direi che sono andati via più perché ritenevano che il costo del lavoro è troppo elevato rispetto ad altri paesi, vedi la vertenza Ideal standard.
Riteniamo che se programmato nel giusto modo il Lazio meridionale può avere tantissime occasioni di sviluppo, mantenendo vive quelle esistenti innovandole e provando a creare condizioni nuove in altri settori come ad esempio nell’industria del Turismo, della cultura e dell’ambiente (Parchi, Aree Interne, etc.).
Inoltre, c’è la necessità di modernizzare le infrastrutture viarie, ferroviarie, portuali, bisogna fare in modo che in tutto il territorio ci sia la copertura della banda larga e ultralarga.
Insomma, dobbiamo costruire un sistema a rete tra istituzioni, associazioni datoriali e sindacati che può portare finalmente ad un Patto per lo sviluppo del Lazio meridionale condiviso, attraverso un manifesto di attrattività del territorio.
Ci deve essere un cambio culturale da parte di tutti i soggetti interessati su come approcciarsi a questa materia complicata che però può fare la differenza in una situazione come la nostra ormai non più sotto controllo, dove la disoccupazione è ai massimi storici.

Durante i lavori del congresso verranno fatti due momenti di approfondimento:
Il primo sarà la storia delle due Camere del Lavoro di Frosinone e Latina fino all’unificazione, raccontata in un bellissimo libro che verrà presentato appositamente per la prima volta dagli autori Salvatore D’Incertopadre e Ermisio Mazzocchi, dal Segretario della Camera del Lavoro Anselmo Briganti, in una tavola rotonda moderata da Stefano Di Scanno Direttore de L’inchiesta.
Il secondo “Il Lazio Meridionale un Patto per sviluppo sostenibile”, ed è proprio questo l’argomento che sarà maggiormente discusso nel congresso.

Partecipano alla tavola rotonda Il Rettore dell’università di Cassino, la Regione Lazio, la Confcommercio, Unindustria, la Compagnia dei Lepini e l’Associazione Solidale, modera Alessandro Panigutti Direttore di Latina Oggi e Ciociaria Oggi.
Nella due giorni di congresso ci arriviamo dopo aver fatto un percorso di ascolto in 6°7 assemblee da posti di lavoro e di Leghe dei pensionati, su 64842 iscritti hanno partecipato in 34048, il primo documento “Il Lavoro E’…” ha ottenuto il 99,20% dei voti, il secondo “Riconquistiamo tutto!” o 0,80%.


Tutte le federazioni di categoria hanno svolto i loro congressi e sono stati eletti i segretari e nei comitati direttivi c’è una presenza di giovani e donne pari a circa il 50%, è stato fatto un lavoro di enorme valore e rilievo culturale ed organizzativo.





SOLIDARIETÀ A MIMMO LUCANO E ALLA COMUNITÀ DI RIACE

Tutta la CGIL Frosinone Latina è solidale al sindaco Mimmo Lucano e all'intera comunità di Riace.

Roma, 2 ottobre – Riace, un piccolissimo paese quasi spopolato della profonda Calabria, è diventato un simbolo nel mondo. Il modello Riace è semplicemente la straordinaria dimostrazione che si può costruire un efficace sistema di accoglienza diffusa, che l’integrazione rappresenta una importante occasione di sviluppo per il territorio, che costruire una società inclusiva ed accogliente è un vantaggio per tutti.

Un’utopia contro la quale negli ultimi mesi aveva fatto già balenare le sue accuse il Ministro dell’Interno: la colpa di Riace sarebbe quella di aver accolto troppo, anche oltre le decisioni delle commissioni prefettizie. Sta di fatto che i finanzieri stamattina hanno arrestato, ai domiciliari, l’uomo-simbolo di quella esperienza, il sindaco Mimmo Lucano, con l’accusa – tra l’altro – di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Le inchieste della magistratura si rispettano sempre, ma questa ordinanza nei fatti blocca l’esperienza più significativa che dimostra come integrazione e accoglienza siano la chiave di volta per risollevare l’intero Paese. Restiamo in attesa di conoscere i dettagli del provvedimento, ma esprimiamo solidarietà al sindaco Mimmo Lucano e ci mobiliteremo per confermare tutta la nostra vicinanza alla comunità di Riace (nota congiunta Anpi, Arci, CGIL, Articolo 21, Libera e Rete della pace).

LA LOTTA DEI LAVORATORI COOP HA SPOSATO L'ASSE DELLA TRATTATIVA

Grazie ai 1500 lavoratori che in sciopero hanno manifestato con grande dignità e responsabilità in data odierna sotto al MISE a Roma, il Ministero ha accolto le richieste di Filcams Cgil, Fisascat
Cisl e Uiltucs, di intimare all’azienda il blocco di un piano industriale senza alcun senso logico e
l’imminente cessione dei punti vendita interessati (Aprilia, Colleferro, Fiuggi, Frosinone, Genzano,
Velletri e i 2 di Pomezia).

ll MISE si è reso disponibile a riconvocare le parti solo dopo che l'Azienda ufficializzi il ritiro del
piano industriale scellerato messo in campo che comprendeva la cessione dei punti vendita.
Solo dopo tale ufficializzazione, nel prossimo incontro ci sarà la disponibilità delle parti sociali e del
Ministero stesso a discutere di un nuovo piano industriale che preveda efficienza produttiva,
rilancio delle vendite ma con il mantenimento dei negozi sul territorio del Sud Lazio e, soprattutto la
salvaguardia occupazionale.

Un ringraziamento va a tutte le lavoratrici e i lavoratori che nella giornata odierna hanno scioperato
e attivamente hanno partecipato alla lotta, ai Sindaci dei territori del sud del Lazio presenti
all’incontro, ai Parlamentari presenti e all’Assessore regionale Claudio Di Berardino che, insieme
al Ministero, hanno sostenuto le posizioni di Cgil, Cisl e Uil, comprendendo le ragioni della protesta
e le incongruenze di una Direzione Aziendale che punta solo a risparmiare sulla pelle dei lavoratori, “sfogliando il carciofo” con la chiusura 0 la cessione graduale di punti vendita da sud a nord.

Il risultato raggiunto è importantissimo, ma l'obiettivo è ancora lontano, per cui la lotta unificata dei
lavoratori di UNICOOP TIRRENO e DISTRIBUZIONE CENTRO SUD continuerà per raggiungere
il risultato finale.

LA COOP DEVE RESTARE NEL LAZIO E CON LEI I LAVORATORI

Se la Cooperativa non dovesse tenere in considerazione neanche le indicazioni del Mise e delle istituzioni come fino ad oggi ha fatto con i lavoratori, lo scontro sociale sarà durissimo ed irreversibile, per questo manterremo alta l’attenzione a partire dalle prossime ore.


Filcams-Cgil      Fisascat-Cisl       Uiltucs           

                     
Frosinone-Latina






QUANTA STRADA NEI MIEI SANDALI...

Tre chilometri di marcia in bicicletta per far valere i propri diritti. La comunità indiana e la CGIL hanno fatto quadrato a Borgo Hermada, a Terracina, per far sentire la propria voce. Un grido rivolto ai molti che minimizzano gli episodi a sfondo razziale che hanno interessato il territorio pontino negli ultimi mesi e che vuole dire basta allo sfruttamento dei braccianti. Il corteo si è radunato davanti al tempio Sikh di strada Circondariale. Centinaia di braccianti indiani hanno sfilato a passo d’uomo, percorrendo le strade della frazione di Terracina. Ad aprire la sfilata, il Segretario Generale della CGIL Susanna Camusso.

“È importante essere insieme in questa circostanza. Tra il sindacato e la comunità indiana esiste un rapporto di riconoscimento reciproco che si basa sulla consapevolezza del lavoro che viene svolto da entrambi - ha dichiarato Camusso -. Il quadro normativo oggi fornisce strumenti importanti grazie alla legge 199 contro il caporalato, ma è importante che questa venga applicata nella sua interezza. Esiste un principio di equità del lavoro che deve restare centrale”.

Lavoro, sfruttamento ma anche condanna feroce al razzismo. “Quanto si è verificato in queste settimane su tutto il territorio nazionale è di una gravità assoluta e non bisogna essere superficiali banalizzando la questione”. Un aspetto quello razziale a cuore anche all’amministrazione comunale di Terracina che per il tramite del delegato agli eventi, il consigliere Andrea Bennato, ha voluto rimarcare dal palco allestito in piazza XXIV Maggio come “Terracina non sia una città razzista. Esiste il riconoscimento dei diritti di tutte le persone in quanto tali”.


Intervento energico anche quello del sociologo Marco Omizzolo, da sempre sensibile al fenomeno del caporalato e dello sfruttamento. “Oggi finalmente non dobbiamo più toglierci il turbante e restare silenti davanti a nessuno – dichiara Omizzolo che rivolge il suo allarme anche all’interno della comunità indiana stessa -. Dobbiamo iniziare una nuova battaglia di denuncia nei confronti dei finti leader indiani che non sono altro che degli sfruttatori. Serve presa di coscienza e coraggio per denunciare chi è parte di un sistema corrotto che non è diverso dalle pratiche messe in piedi da meccanismi mafiosi che insistono su questo territorio”. Anche il sindaco di Latina Damiano Coletta e il consigliere regionale Salvatore La Penna hanno voluto manifestare la loro vicinanza alla comunità indiana partecipando alla manifestazione.


Fonte: Simone Tosatti

BSP, D'ARCANGELIS (CGIL): I LAVORATORI VANNO DIFESI TUTTI!

LATINA – 1 agosto 2018. Si è svolto in Regione un tavolo di confronto sul progetto occupazionale dei lavoratori ex Gambro. L’azienda è stata attualmente acquisita dalla vicina Bsp Pharmacuticals grazie al progetto di reindustrializzazione attuato con l’intervento del Consorzio di Sviluppo industriale Roma Latina.

Presenti all’incontro i sindacati di Cgil, Cisl e Uil, l’assessore al Lavoro Claudio Di Berardino e l’Assessore allo Sviluppo Economico Gian Paolo Manzella. Al tavolo non sono stati invitati il Consorzio Asi e la Bsp.

La Bsp ha potuto acquisire la ex Gambro grazie a un piano industriale che prevede investimenti per 144 milioni di euro con l’obiettivo di realizzare un polo internazionale di ricerca, sviluppo e produzione di terapie innovative per la cura del cancro e che, entro il 2020, dovrebbe portare ad assumere altre 200 persone.

In questo quadro i sindacati chiedono ovviamente l’inserimento dei 20 dipendenti ex Gambro rimasti senza lavoro, seppure specializzati nel settore. La Regione però ha rimandato la decisione all’imprenditore stesso che nel corso delle riunioni passate aveva già manifestato la sua intenzione di ricollocare quei lavoratori. Una decisione, quella della Regione, che ai sindacati non è piaciuta soprattutto perchè la stessa Regione ha investito milioni di euro nel piano industriale della Bsp: “Deludente la posizione della Regione, in quanto l’Assessore al lavoro e nuovi diritti Di Berardino, di fronte ad un problema sociale, rinvia le parti al territorio per aprire un tavolo di confronto con l’azienda BSP Pharmaceuticals S.p.A e le organizzazioni sindacali territoriali allo scopo di siglare un accordo in cui siano indicati eventuali criteri per le prossime assunzioni che tengano in considerazione questi lavoratori, non facendosi quindi garante di un accordo preventivamente concordato con l’ex Paolo Ornelli nella fase attuativa del progetto. L’affidamento della Regione è rendersi disponibile solo a facilitare tale percorso attraverso progetti di formazione e riqualificazione professionale”.

Non è dello stesso parere la Cgil secondo la quale per le nuove assunzioni, la Bsp dovrebbe guardare non solo agli operai ex Gambro, ma al quadro generale della provincia di Latina che in questi anni è stata profondamente colpita dalla crisi. “I nuovi Assessori – afferma il segretario della Cgil Latina e Frosinone Dario D’Arcangelis – hanno mostrato notevole attenzione a quanto le organizzazioni sindacali hanno fortemente evidenziato. All’occasione non poteva mancare, quale opportunità di nuova occupazione, il riferimento alla recente assegnazione da parte del Consorzio Industriale Roma Latina, in base alla Legge Regionale sui siti dismessi, del sito ex Scm già Gambro da parte di BSP Pharmaceuticals. Abbiamo chiesto alla Regione Lazio di continuare a sostenere questo nuovo progetto di investimento e non solo, per una ripresa economica e occupazionale”.
E’ stato anche chiesto di attivare un tavolo interassessorile per rispondere a pieno, attraverso percorsi di formazione e riqualificazione professionale, all’emergenza occupazionale, con particolare riferimento ai giovani in un ambito Provinciale.
“Gli assessori al Lavoro e allo Sviluppo Economico hanno convenuto sulle richieste avanzate e confermato, come avvenuto nel 2014 in occasione del primo accordo di programma, l’impegno a sostenere ogni progetto che rilanci l’economia del territorio e generi nuova occupazione, nonché a sostenere politiche attive per il reinserimento al lavoro di tutti i soggetti che sono in uno stato di emergenzialità occupazionale”.
La Cgil fa sapere che a a breve verrà chiesto un incontro alla BSP per conoscere nel dettaglio l’avanzamento del piano industriale e affrontare le ricadute occupazionali.