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SOLIDARIETÀ A MIMMO LUCANO E ALLA COMUNITÀ DI RIACE

Tutta la CGIL Frosinone Latina è solidale al sindaco Mimmo Lucano e all'intera comunità di Riace.

Roma, 2 ottobre – Riace, un piccolissimo paese quasi spopolato della profonda Calabria, è diventato un simbolo nel mondo. Il modello Riace è semplicemente la straordinaria dimostrazione che si può costruire un efficace sistema di accoglienza diffusa, che l’integrazione rappresenta una importante occasione di sviluppo per il territorio, che costruire una società inclusiva ed accogliente è un vantaggio per tutti.

Un’utopia contro la quale negli ultimi mesi aveva fatto già balenare le sue accuse il Ministro dell’Interno: la colpa di Riace sarebbe quella di aver accolto troppo, anche oltre le decisioni delle commissioni prefettizie. Sta di fatto che i finanzieri stamattina hanno arrestato, ai domiciliari, l’uomo-simbolo di quella esperienza, il sindaco Mimmo Lucano, con l’accusa – tra l’altro – di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Le inchieste della magistratura si rispettano sempre, ma questa ordinanza nei fatti blocca l’esperienza più significativa che dimostra come integrazione e accoglienza siano la chiave di volta per risollevare l’intero Paese. Restiamo in attesa di conoscere i dettagli del provvedimento, ma esprimiamo solidarietà al sindaco Mimmo Lucano e ci mobiliteremo per confermare tutta la nostra vicinanza alla comunità di Riace (nota congiunta Anpi, Arci, CGIL, Articolo 21, Libera e Rete della pace).

LA LOTTA DEI LAVORATORI COOP HA SPOSATO L'ASSE DELLA TRATTATIVA

Grazie ai 1500 lavoratori che in sciopero hanno manifestato con grande dignità e responsabilità in data odierna sotto al MISE a Roma, il Ministero ha accolto le richieste di Filcams Cgil, Fisascat
Cisl e Uiltucs, di intimare all’azienda il blocco di un piano industriale senza alcun senso logico e
l’imminente cessione dei punti vendita interessati (Aprilia, Colleferro, Fiuggi, Frosinone, Genzano,
Velletri e i 2 di Pomezia).

ll MISE si è reso disponibile a riconvocare le parti solo dopo che l'Azienda ufficializzi il ritiro del
piano industriale scellerato messo in campo che comprendeva la cessione dei punti vendita.
Solo dopo tale ufficializzazione, nel prossimo incontro ci sarà la disponibilità delle parti sociali e del
Ministero stesso a discutere di un nuovo piano industriale che preveda efficienza produttiva,
rilancio delle vendite ma con il mantenimento dei negozi sul territorio del Sud Lazio e, soprattutto la
salvaguardia occupazionale.

Un ringraziamento va a tutte le lavoratrici e i lavoratori che nella giornata odierna hanno scioperato
e attivamente hanno partecipato alla lotta, ai Sindaci dei territori del sud del Lazio presenti
all’incontro, ai Parlamentari presenti e all’Assessore regionale Claudio Di Berardino che, insieme
al Ministero, hanno sostenuto le posizioni di Cgil, Cisl e Uil, comprendendo le ragioni della protesta
e le incongruenze di una Direzione Aziendale che punta solo a risparmiare sulla pelle dei lavoratori, “sfogliando il carciofo” con la chiusura 0 la cessione graduale di punti vendita da sud a nord.

Il risultato raggiunto è importantissimo, ma l'obiettivo è ancora lontano, per cui la lotta unificata dei
lavoratori di UNICOOP TIRRENO e DISTRIBUZIONE CENTRO SUD continuerà per raggiungere
il risultato finale.

LA COOP DEVE RESTARE NEL LAZIO E CON LEI I LAVORATORI

Se la Cooperativa non dovesse tenere in considerazione neanche le indicazioni del Mise e delle istituzioni come fino ad oggi ha fatto con i lavoratori, lo scontro sociale sarà durissimo ed irreversibile, per questo manterremo alta l’attenzione a partire dalle prossime ore.


Filcams-Cgil      Fisascat-Cisl       Uiltucs           

                     
Frosinone-Latina






QUANTA STRADA NEI MIEI SANDALI...

Tre chilometri di marcia in bicicletta per far valere i propri diritti. La comunità indiana e la CGIL hanno fatto quadrato a Borgo Hermada, a Terracina, per far sentire la propria voce. Un grido rivolto ai molti che minimizzano gli episodi a sfondo razziale che hanno interessato il territorio pontino negli ultimi mesi e che vuole dire basta allo sfruttamento dei braccianti. Il corteo si è radunato davanti al tempio Sikh di strada Circondariale. Centinaia di braccianti indiani hanno sfilato a passo d’uomo, percorrendo le strade della frazione di Terracina. Ad aprire la sfilata, il Segretario Generale della CGIL Susanna Camusso.

“È importante essere insieme in questa circostanza. Tra il sindacato e la comunità indiana esiste un rapporto di riconoscimento reciproco che si basa sulla consapevolezza del lavoro che viene svolto da entrambi - ha dichiarato Camusso -. Il quadro normativo oggi fornisce strumenti importanti grazie alla legge 199 contro il caporalato, ma è importante che questa venga applicata nella sua interezza. Esiste un principio di equità del lavoro che deve restare centrale”.

Lavoro, sfruttamento ma anche condanna feroce al razzismo. “Quanto si è verificato in queste settimane su tutto il territorio nazionale è di una gravità assoluta e non bisogna essere superficiali banalizzando la questione”. Un aspetto quello razziale a cuore anche all’amministrazione comunale di Terracina che per il tramite del delegato agli eventi, il consigliere Andrea Bennato, ha voluto rimarcare dal palco allestito in piazza XXIV Maggio come “Terracina non sia una città razzista. Esiste il riconoscimento dei diritti di tutte le persone in quanto tali”.


Intervento energico anche quello del sociologo Marco Omizzolo, da sempre sensibile al fenomeno del caporalato e dello sfruttamento. “Oggi finalmente non dobbiamo più toglierci il turbante e restare silenti davanti a nessuno – dichiara Omizzolo che rivolge il suo allarme anche all’interno della comunità indiana stessa -. Dobbiamo iniziare una nuova battaglia di denuncia nei confronti dei finti leader indiani che non sono altro che degli sfruttatori. Serve presa di coscienza e coraggio per denunciare chi è parte di un sistema corrotto che non è diverso dalle pratiche messe in piedi da meccanismi mafiosi che insistono su questo territorio”. Anche il sindaco di Latina Damiano Coletta e il consigliere regionale Salvatore La Penna hanno voluto manifestare la loro vicinanza alla comunità indiana partecipando alla manifestazione.


Fonte: Simone Tosatti

BSP, D'ARCANGELIS (CGIL): I LAVORATORI VANNO DIFESI TUTTI!

LATINA – 1 agosto 2018. Si è svolto in Regione un tavolo di confronto sul progetto occupazionale dei lavoratori ex Gambro. L’azienda è stata attualmente acquisita dalla vicina Bsp Pharmacuticals grazie al progetto di reindustrializzazione attuato con l’intervento del Consorzio di Sviluppo industriale Roma Latina.

Presenti all’incontro i sindacati di Cgil, Cisl e Uil, l’assessore al Lavoro Claudio Di Berardino e l’Assessore allo Sviluppo Economico Gian Paolo Manzella. Al tavolo non sono stati invitati il Consorzio Asi e la Bsp.

La Bsp ha potuto acquisire la ex Gambro grazie a un piano industriale che prevede investimenti per 144 milioni di euro con l’obiettivo di realizzare un polo internazionale di ricerca, sviluppo e produzione di terapie innovative per la cura del cancro e che, entro il 2020, dovrebbe portare ad assumere altre 200 persone.

In questo quadro i sindacati chiedono ovviamente l’inserimento dei 20 dipendenti ex Gambro rimasti senza lavoro, seppure specializzati nel settore. La Regione però ha rimandato la decisione all’imprenditore stesso che nel corso delle riunioni passate aveva già manifestato la sua intenzione di ricollocare quei lavoratori. Una decisione, quella della Regione, che ai sindacati non è piaciuta soprattutto perchè la stessa Regione ha investito milioni di euro nel piano industriale della Bsp: “Deludente la posizione della Regione, in quanto l’Assessore al lavoro e nuovi diritti Di Berardino, di fronte ad un problema sociale, rinvia le parti al territorio per aprire un tavolo di confronto con l’azienda BSP Pharmaceuticals S.p.A e le organizzazioni sindacali territoriali allo scopo di siglare un accordo in cui siano indicati eventuali criteri per le prossime assunzioni che tengano in considerazione questi lavoratori, non facendosi quindi garante di un accordo preventivamente concordato con l’ex Paolo Ornelli nella fase attuativa del progetto. L’affidamento della Regione è rendersi disponibile solo a facilitare tale percorso attraverso progetti di formazione e riqualificazione professionale”.

Non è dello stesso parere la Cgil secondo la quale per le nuove assunzioni, la Bsp dovrebbe guardare non solo agli operai ex Gambro, ma al quadro generale della provincia di Latina che in questi anni è stata profondamente colpita dalla crisi. “I nuovi Assessori – afferma il segretario della Cgil Latina e Frosinone Dario D’Arcangelis – hanno mostrato notevole attenzione a quanto le organizzazioni sindacali hanno fortemente evidenziato. All’occasione non poteva mancare, quale opportunità di nuova occupazione, il riferimento alla recente assegnazione da parte del Consorzio Industriale Roma Latina, in base alla Legge Regionale sui siti dismessi, del sito ex Scm già Gambro da parte di BSP Pharmaceuticals. Abbiamo chiesto alla Regione Lazio di continuare a sostenere questo nuovo progetto di investimento e non solo, per una ripresa economica e occupazionale”.
E’ stato anche chiesto di attivare un tavolo interassessorile per rispondere a pieno, attraverso percorsi di formazione e riqualificazione professionale, all’emergenza occupazionale, con particolare riferimento ai giovani in un ambito Provinciale.
“Gli assessori al Lavoro e allo Sviluppo Economico hanno convenuto sulle richieste avanzate e confermato, come avvenuto nel 2014 in occasione del primo accordo di programma, l’impegno a sostenere ogni progetto che rilanci l’economia del territorio e generi nuova occupazione, nonché a sostenere politiche attive per il reinserimento al lavoro di tutti i soggetti che sono in uno stato di emergenzialità occupazionale”.
La Cgil fa sapere che a a breve verrà chiesto un incontro alla BSP per conoscere nel dettaglio l’avanzamento del piano industriale e affrontare le ricadute occupazionali.


FCA, POTETTI - GATTI (FIOM CGIL): BENE SU INCONTRO IN REGIONE, C'È TAVOLO PERMANENTE 

“Bene l’incontro con l’assessore regionale al Lavoro Claudio Di Berardino sul futuro industriale e occupazionale per i lavoratori dello stabilimento FCA di Cassino e dell’indotto. Si sono affrontati molti temi tra i quali i somministrati usciti da FCA e dei lavoratori dell’indotto, che non hanno avuto nessun beneficio ad oggi dall’accordo di bacino e sono ormai alla scadenza del sostegno al reddito. Si è discusso della necessità di rivedere l’area di crisi complessa estendendola al territorio cassinate, della possibilità di aprire a investimenti produttivi, e non solo ai servizi, i fondi della legge regionale 46. L’assessore ha condiviso anche la proposta della Fiom di istituire un tavolo permanente regionale su FCA e indotto, con il coinvolgimento della stessa FCA, per affrontare il piano industriale e le prospettive occupazionali del territorio. Infine la Regione ha assunto l’impegno di verificare con il Cotral la possibilità di avere una un servizio in grado di sostenere le necessità dei lavoratori durante il mese di agosto. Il prossimo incontro sarà convocato per il mese di settembre e vedrà la partecipazione anche dell’assessore alle Attività Produttive anche ai fini di una diversificazione delle aziende dell’indotto che oggi soffrono dei ridotti volumi produttivi di FCA”. Lo dichiarano in una nota congiunta Fabrizio Potetti, segretario generale Fiom Roma e Lazio e Donato Gatti, segretario generale Fiom Frosinone e Latina.

DA 8 MESI SENZA STIPENDIO…VERGOGNA! LA CGIL SI MOBILITA PER LE LAVORATRICI

LA CGIL SI MOBILITA PER LE LAVORATRICI DELLE PULIZIE DELLE SCUOLE PUBBLICHE DI FROSINONE E LATINA.

Le quasi mille lavoratrici delle pulizie delle scuole pubbliche della provincia di Frosinone e Latina continuano a lavorare gratis!

È una vergogna ciò che stanno subendo lavoratrici che garantiscono le pulizie e il decoro delle scuole dove studiano i nostri figli; non ricevono lo stipendio da ormai più di 8 mesi e, con enorme senso di responsabilità hanno comunque consentito il corretto svolgimento dell’anno scolastico.

Tra denunce,scioperi, incontri locali e Ministeriali, ad oggi ancora non si riesce a porre rimedio ad una situazione che vede subirne le conseguenze in primis i lavoratori e anche i cittadini perché ricordiamo che stiamo parlando di un appalto pubblico di centinaia di milioni di euro.

























La Cgil continuerà a seguire la vertenza su tutti i fronti istituzionali per ripristinare una volta per tutte la trasparenza e la legalità in questo appalto, fotografia e simbolo, in negativo, di molteplici altri appalti pubblici.

Nel frattempo l’impegno sociale e solidaristico impone però di affrontare nell’immediato situazioni di particolare indigenza di lavoratrici e lavoratori che non hanno più i soldi per pagare i mutui, gli affitti, per fare la spesa….insomma per vivere dignitosamente.

Per tutti questi motivi la Filcams Cgil, insieme a tutte le categorie della Cgil e alla Confederazione, ha deciso di aprire le proprie sedi a lavoratori che purtroppo sono stati sfrattati e organizzare un’iniziativa di spesa solidale denominata “un sacco di solidarietà”.

L’iniziativa si svolgerà il week end del 14 e 15 luglio nei superstore a marchio Conad della provincia di Latina e più precisamente nei negozi di:

- Latina: Centro commerciale le Torri, via Ezio 47 e via Don Torello 51

- Sermoneta scalo: Centro Commerciale Sermoneta Shopping Center

- Sabaudia via del parco nazionale

- Terracina, via Centuriazione (Parco Calcatore)

- Fondi, via Appia km 119 (solo il 14 luglio).

Presso il Centro Commerciale di Sermoneta alle ore 17, in concomitanza con l’iniziativa, si svolgerà anche una conferenza stampa aperta con la partecipazione del Segretario Generale della Cgil di Roma e del Lazio Michele Azzola, del Segretario Generale della Cgil di Frosinone e Latina Anselmo Briganti, della Segretaria Generale della Filcams di Roma e del Lazio Alessandra Pelliccia e del Segretario Generale della Filcams di Frosinone e Latina Giovanni Gioia.

Nel dare appuntamento quindi a tutta la popolazione presso i punti vendita sopra indicati e nel ringraziare anticipatamente tutti coloro che vorranno aderire a tale iniziativa, cogliamo l’occasione per ringraziare la proprietà dei negozi a marchio Conad e dei centri commerciali che ci hanno dato agibilità e sostegno e diamo appuntamento a tutti gli organi di stampa e coloro che vogliono partecipare alle ore 17 di sabato 14 luglio a Sermoneta Scalo presso il Sermoneta Shopping center per la conferenza stampa.

È molto probabile che il prossimo week end l’iniziativa si ripeta nei negozi a marchio Coop, per arrivare a fare un’iniziativa pubblica i primi di agosto con tutti i lavoratori e distribuire loro tutto ciò che grazie alla solidarietà e alla responsabilità dei cittadini, si riuscirà a raccogliere.



OMICIDIO SOUMAYLA, CGIL: SACKO VITTIMA DELL'ODIO E DELLA VILTÁ

“Quanto avvenuto è sconcertante. Ribadiamo la nostra condanna verso tali gesti e manifestiamo serie preoccupazioni per l'aumento di violenze inaudite, alimentate da un clima esasperato sempre più dedito all'odio”. È molto dura la presa di posizione del segretario generale della Cgil Calabria Angelo Sposato e della segretaria generale della Cgil Gioia Tauro Celeste Logiacco, in relazione all'omicidio di Sacko Soumayla, il 29enne originario del Mali, residente regolarmente in Italia dal 2010, attivista dell’Unione sindacale di base, ucciso nel Vibonese nella notte tra sabato 2 e domenica 3 giugno da alcuni colpi di fucile.

La vittima viveva nell'area della tendopoli di San Ferdinando, una zona dove stazionano i braccianti utilizzati per i lavori nei campi. L’uomo era entrato, assieme a due compagni (Madiheri Drame, di 39 anni, e Madoufoune Fofana, di 27) nell’area della cosiddetta “ex Fornace”, una fabbrica abbandonata del comune di San Calogero (Vibo Valentia), alla ricerca di legni e lamiere per costruirsi un riparo di fortuna. I tre migranti, tutti regolarmente residenti in Italia, sono stati raggiunti da quattro colpi di fucile sparati da lunga distanza. Sacko Soumayla, colpito alla testa, è morto subito dopo il ricovero in ospedale a Reggio Calabria, gli altri due uomini sono stati feriti.

“Da troppo tempo denunciamo le condizioni di vita e di lavoro alle quali sono costretti a sottostare ancora oggi, malgrado gli importanti risultati legislativi ottenuti e l'allestimento della nuova tendopoli, uomini e donne che di anno in anno durante la stagione di raccolta ritornano nella piana di Gioia Tauro”, spiegano i due esponenti sindacali. Quanto accaduto, aggiungono Sposato e Logiacco, oltre a “dimostrare drammaticamente quali possano essere le conseguenze della mancata accoglienza e dell'inesistente integrazione, impone ancora una volta l'intervento immediato e non rinviabile dello Stato per il superamento definitivo dell'ormai nota situazione alloggiativa in cui sopravvivono da troppo tempo uomini, donne e bambini”.

Per le Cgil regionale e provinciale “vanno messe definitivamente in atto tutte le azioni necessarie per favorire la fuoriuscita dall'ancora attuale condizione di degrado e precarietà che caratterizza l'intero territorio della Piana di Gioia Tauro, per ridare dignità al lavoro agricolo garantendo il rispetto dei contratti e individuando fin da subito idonee strutture alternative alle baracche, ai capannoni e ai casolari, serviti in questi anni, e mai come adesso, a coprire il fabbisogno di posti letto e quanto necessario”. In conclusione, Angelo Sposato e Celeste Logiacco rilevano che “un’accoglienza dignitosa è il primo passo per arginare gravi abusi quali lo sfruttamento lavorativo: negare un'accoglienza degna di un paese civile a questi lavoratori vuol dire necessariamente consegnarli a caporali e sfruttatori”.

“Un’aggressione vile e piena di odio”. Per Bruno Costa, segretario generale della Flai Cgil Calabria, l’assassinio di Sacko Soumayla è “un fatto che nella sua ferocia colpisce, nel mentre in questo paese un vento gelido di revanscismo e sciovinismo nervoso, che qualcuno pericolosamente alimenta, sta eccitando le coscienze poco critiche di quanti ignorano le pene, le difficoltà, lo sfruttamento, le condizioni di vita e di lavoro che i migranti devono sopportare, per assicurarsi un’esistenza dignitosa lontano da guerre, fame e malattie”. La Flai Cgil calabrese, dunque, chiama “a responsabilità la società civile, la politica e le istituzioni tutte a riflettere e agire immediatamente, e senza tentennamenti, per l’aumento di questo genere di violenze razziali”.

“Questo fatto gravissimo deve suscitare preoccupazione e mantenere acceso il faro sulla condizione in cui vivono migliaia di lavoratori stranieri impiegati per lo più nel lavoro nei campi in condizioni disumane e di grave sfruttamento”: così in una nota congiunta i segretari generali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, Onofrio Rota, Ivana Galli e Stefano Mantegazza.

“Nel ribadire la condanna per quanto avvenuto, confidando che quanto prima siano consegnati alla giustizia i responsabili dell’aggressione e dell’omicidio, esprimiamo forte preoccupazione e invitiamo le istituzioni tutte a vigilare e arginare qualsiasi ulteriore forma di intolleranza e aggressione ai danni dei migranti. Paghe di pochi euro l’ora, assenza di contratti, lavoro nero, ricatti, a questo si aggiunga la mancanza di politiche di accoglienza e di integrazione realmente efficaci. Tutto questo non è più tollerabile. Crediamo che dal lavoro, da una giusta e legale retribuzione e da condizioni umane di accoglienza sia necessario partire per dare risposte reali ai bisogni di tutti”, continuano i sindacati.

“È indispensabile che le istituzioni provvedano al più presto a istituire in Calabria la Cabina di regia della Rete del lavoro di qualità, attivando le sezioni territoriali, secondo il percorso avviato a Foggia, con le parti sociali affinché, oltre al contrasto del lavoro nero, vengano assunte le decisioni più opportune. Ci auguriamo inoltre – concludono i segretari generali – che, in seguito a questi accadimenti, tutte le parti negoziali siano richiamate a una maggiore responsabilità per un rapido rinnovo del contratto degli operai agricoli”. 

FILCAMS CGIL - LE SCUOLE NON SI PULIRANNO PIÚ - SCIOPERO A PARTIRE DAL 17 MAGGIO

Questa la decisione esasperata di quasi un migliaio tra lavoratrici e lavoratori delle pulizie delle scuole pubbliche delle province di Frosinone e Latina. 
Dal prossimo giovedì (17 maggio p.v.) si incroceranno le braccia ad oltranza senza neanche più garantire i servizi essenziali. 
Infatti nella stessa data è prevista una grossa manifestazione sotto al Miur per fare l’ultimo tentativo di ricevere risposte definitive e quindi scongiurare il pericolo di mettere a rischio addirittura il corretto svolgimento dell’anno scolastico, visto che le scuole , se dovesse andar male l’incontro al Ministero, non le pulirà più nessuno! 

Dal 2014, data in cui le aziende Ma.ca, Servizi Generali e Smeraldo si sono aggiudicate l’appalto per i servizi di pulizia, ausiliariato e di ripristino del decoro delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado del lotto 5 della Convenzione Consip (province di Frosinone e Latina) che va avanti questa odissea. 
Da allora i lavoratori, che già percepivano prima stipendi molto bassi,vivono una situazione di grave precarietà per le erogazioni delle retribuzioni ritardate, decurtate o non pagate affatto, per la mancata consegna dei contratti di lavoro; per l’assenza degli adempimenti sulle norme di sicurezza; per l’utilizzo per i lavori di personale esterno all’appalto che lavora al loro posto. 

A tale situazione le Organizzazioni Sindacali e i lavoratori hanno risposto con denunce, decreti ingiuntivi, richiesta di avvio della procedura di messa in fallimento delle società per mancati pagamenti, scioperi, segnalazioni alle Prefetture, a tutti gli organi competenti, rivolgendosi alla Consip, al Miur, al Ministero del Lavoro, agli Ispettorati del Lavoro e addirittura una denuncia all’Anac per l’estromissione della RTI dall’appalto. 
Estromissione avvenuta, seppur con notevole ritardo, il 1 dicembre del 2017 da parte di Consip che ha risolto la convenzione alle aziende in questione per gravissime irregolarità contrattuali e normative! E da qui il paradosso, sembrava un nuovo inizio per i lavoratori ed invece è iniziato un inferno ancora peggiore: dal 1° dicembre ad oggi, le aziende in questione (Ma.ca, Servizi Generali e Smeraldo), nonostante la risoluzione della convenzione, stanno continuando ad operare sull’appalto!

Una situazione inaccettabile per un Paese civile che, in barba alle regole e alla legalità, dovrebbe cacciar via chi non rispetta le leggi e non permettere che rimangano al loro posto anche dopo aver appurato tutte queste irregolarità continuando a beneficiare dei soldi dei contribuenti e facendo scaturire una vera e propria emergenza sociale per i lavoratori ridotti sul lastrico, costretti a lavorare gratis da più di 9 mesi, senza avere neanche più la possibilità di mettere benzina alla macchina per andare a lavorare; sfratti, pignoramenti, donne di 50/60 anni che dormono in macchina e anche situazioni più gravi che hanno portato più volte le lavoratrici sui tetti delle scuole e anche a gesti estremi.

Alla luce di questi gravissimi fatti e soprattutto per far fronte all’ emergenza che i lavoratori stanno vivendo, è stato proclamato, come detto, per giovedì 17 maggio p.v. dalle ore 9:00 lo sciopero generale con presidio sotto al Miur a Roma a Viale Trastevere.
Sciopero che andrà avanti ad oltranza se non arriveranno queste risposte:

- cosa si intende quando si parla di trasparenza e legalità negli appalti;
- perché si erogano soldi pubblici a società che continuano a non rispettare i più elementari diritti dei    lavoratori?
- perché su un progetto come quello di “Scuole belle”, che ha nei suoi fondamenti una risposta di          carattere sociale a centinaia di lavoratori e di miglioramento della vivibilità delle scuole, si permette    a simili imprese di operare?
- perché la società Ma.Ca., espulsa dalla Regione Lazio dall’appalto dell’Asl 2 Roma per le                  medesime ragioni e che continua a tenere simili comportamenti, può invece continuare ad operare      con Consip negli appalti pubblici?
- quando si farà il nuovo bando di gara e quando finalmente i lavoratori potranno avere un po’ di          tranquillità potendo svolgere il proprio dovere con dignità e certezze del salario?

Le centinaia di lavoratori che stanno subendo tutto questo meritano almeno che qualcuno risponda!



Le segreterie provinciali di Filcams-CGIL, Fisascat-CISL e Uiltrasporti-UIL