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COMUNICATO STAMPA - II° CONGRESSO CGIL FROSINONE LATINA

Il 22 e 23 ottobre presso Villa Ecetra a Patrica si terrà il II° Congresso della Cgil di Frosinone Latina.
Il congresso si svolge in un periodo di grandi trasformazioni politico, economiche e sociali. I cambiamenti in atto determineranno e segneranno il futuro degli anni a venire, hanno mutato profondamente la società e gli uomini e stravolgeranno le certezze alle quali eravamo abituati, soprattutto a chi in questo periodo senza averne alcuna responsabilità si è ritrovato disoccupato.
Le elezioni politiche del 4 marzo del 2018 sono state un vero e proprio sconvolgimento per l’Italia, un Paese il nostro che nell’ultimo decennio si è molto impoverito a causa della crisi economica. Il malcontento che si è generato specialmente nelle fasce più deboli della popolazione a causa della degenerazione di una parte della classe politica, ha fatto deflagrare tutti i partiti storici.
Le promesse della campagna elettorale che sembravano essere per tanta parte della popolazione la panacea a tutti i problemi, ben presto si sono rivelate non percorribili, a causa di un debito pubblico molto elevato, di altri fattori economici e del patto di stabilità con l’Europa che indica in modo chiaro che non bisogna superare i livelli indicati.
La manovra economica che deve essere varata nei prossimi giorni non è ancora chiara, ma molto fa discutere sia nel nostro Paese che in Europa.
Le riforme che sono contenute nella finanziaria, quali: le pensioni, il fisco, il reddito minimo di cittadinanza e il lavoro, lo sviluppo, sono le stesse priorità della Cgil, ma con ricette completamente differenti.
Nel congresso affronteremo gli argomenti nazionali, regionali e del Lazio meridionale, all’interno di una discussione che deve mettere al centro vedere i temi dell’uguaglianza, dei diritti, della solidarietà, della cittadinanza, della democrazia e della libertà.
Il Documento di maggioranza “Il Lavoro e’…” mette in evidenza alcune linee direttrici sulle quali la Cgil si deve muovere per raggiungere gli obiettivi che si è prefissata:
  • Il Piano del Lavoro” elaborato dalla Cgil, per indirizzare le risorse, pubbliche e private verso l’innovazione e i beni comuni. E’ un Piano di legislatura per una nuova politica industriale, sociale e ambientale, fondate su una manovra politica fiscale.
  • La Nuova Carta dei Diritti Universali del Lavoro” è una proposta di legge popolare per la quale la Cgil ha raccolto un milione e mezzo di firme. E’ stata depositata in Parlamento durante la scorsa legislatura senza avere nessun riscontro da parte del Governo precedente. Il nuovo Esecutivo ed in particolare, il Presidente della Camera On. Roberto Fico, ci ha subito incontrato, salvo poi far approvare il Decreto Dignità, che è completamente diverso dalla nostra proposta.
Questo nuovo Statuto contiene una raccolta di norme destinate a tutto il mondo del lavoro, subordinato e autonomo, vuole innovare gli strumenti contrattuali preservando quei diritti fondamentali che devono essere riconosciuti ed estesi a tutti, senza distinzione, indipendentemente dalla tipologia lavorativa e contrattuale, perché inderogabili e universali. Diritti che vanno dal compenso equo e proporzionato alla libertà di espressione, alla sicurezza, al riposo, alle pari opportunità e alla formazione permanente, all’aggiornamento costante dei saperi e delle competenze. Per ricostruire un diritto al lavoro a tutela della parte più debole, e per renderlo più dignitoso.
  • Il Lazio meridionale”, lo sviluppo è legato ancora alla ex Cassa del Mezzogiono, da allora molto poco si è fatto per modernizzare e innovare questo territorio. Tantissime sono le aziende che dichiarano di aver chiuso oppure che hanno de localizzato in altri paesi a causa dei costi troppo elevati delle tasse, per una burocrazia asfissiante e per un territorio che non era competitivo abbastanza. Io direi che sono andati via più perché ritenevano che il costo del lavoro è troppo elevato rispetto ad altri paesi, vedi la vertenza Ideal standard.
Riteniamo che se programmato nel giusto modo il Lazio meridionale può avere tantissime occasioni di sviluppo, mantenendo vive quelle esistenti innovandole e provando a creare condizioni nuove in altri settori come ad esempio nell’industria del Turismo, della cultura e dell’ambiente (Parchi, Aree Interne, etc.).
Inoltre, c’è la necessità di modernizzare le infrastrutture viarie, ferroviarie, portuali, bisogna fare in modo che in tutto il territorio ci sia la copertura della banda larga e ultralarga.
Insomma, dobbiamo costruire un sistema a rete tra istituzioni, associazioni datoriali e sindacati che può portare finalmente ad un Patto per lo sviluppo del Lazio meridionale condiviso, attraverso un manifesto di attrattività del territorio.
Ci deve essere un cambio culturale da parte di tutti i soggetti interessati su come approcciarsi a questa materia complicata che però può fare la differenza in una situazione come la nostra ormai non più sotto controllo, dove la disoccupazione è ai massimi storici.

Durante i lavori del congresso verranno fatti due momenti di approfondimento:
Il primo sarà la storia delle due Camere del Lavoro di Frosinone e Latina fino all’unificazione, raccontata in un bellissimo libro che verrà presentato appositamente per la prima volta dagli autori Salvatore D’Incertopadre e Ermisio Mazzocchi, dal Segretario della Camera del Lavoro Anselmo Briganti, in una tavola rotonda moderata da Stefano Di Scanno Direttore de L’inchiesta.
Il secondo “Il Lazio Meridionale un Patto per sviluppo sostenibile”, ed è proprio questo l’argomento che sarà maggiormente discusso nel congresso.

Partecipano alla tavola rotonda Il Rettore dell’università di Cassino, la Regione Lazio, la Confcommercio, Unindustria, la Compagnia dei Lepini e l’Associazione Solidale, modera Alessandro Panigutti Direttore di Latina Oggi e Ciociaria Oggi.
Nella due giorni di congresso ci arriviamo dopo aver fatto un percorso di ascolto in 6°7 assemblee da posti di lavoro e di Leghe dei pensionati, su 64842 iscritti hanno partecipato in 34048, il primo documento “Il Lavoro E’…” ha ottenuto il 99,20% dei voti, il secondo “Riconquistiamo tutto!” o 0,80%.


Tutte le federazioni di categoria hanno svolto i loro congressi e sono stati eletti i segretari e nei comitati direttivi c’è una presenza di giovani e donne pari a circa il 50%, è stato fatto un lavoro di enorme valore e rilievo culturale ed organizzativo.





SOLIDARIETÀ A MIMMO LUCANO E ALLA COMUNITÀ DI RIACE

Tutta la CGIL Frosinone Latina è solidale al sindaco Mimmo Lucano e all'intera comunità di Riace.

Roma, 2 ottobre – Riace, un piccolissimo paese quasi spopolato della profonda Calabria, è diventato un simbolo nel mondo. Il modello Riace è semplicemente la straordinaria dimostrazione che si può costruire un efficace sistema di accoglienza diffusa, che l’integrazione rappresenta una importante occasione di sviluppo per il territorio, che costruire una società inclusiva ed accogliente è un vantaggio per tutti.

Un’utopia contro la quale negli ultimi mesi aveva fatto già balenare le sue accuse il Ministro dell’Interno: la colpa di Riace sarebbe quella di aver accolto troppo, anche oltre le decisioni delle commissioni prefettizie. Sta di fatto che i finanzieri stamattina hanno arrestato, ai domiciliari, l’uomo-simbolo di quella esperienza, il sindaco Mimmo Lucano, con l’accusa – tra l’altro – di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Le inchieste della magistratura si rispettano sempre, ma questa ordinanza nei fatti blocca l’esperienza più significativa che dimostra come integrazione e accoglienza siano la chiave di volta per risollevare l’intero Paese. Restiamo in attesa di conoscere i dettagli del provvedimento, ma esprimiamo solidarietà al sindaco Mimmo Lucano e ci mobiliteremo per confermare tutta la nostra vicinanza alla comunità di Riace (nota congiunta Anpi, Arci, CGIL, Articolo 21, Libera e Rete della pace).

LA LOTTA DEI LAVORATORI COOP HA SPOSATO L'ASSE DELLA TRATTATIVA

Grazie ai 1500 lavoratori che in sciopero hanno manifestato con grande dignità e responsabilità in data odierna sotto al MISE a Roma, il Ministero ha accolto le richieste di Filcams Cgil, Fisascat
Cisl e Uiltucs, di intimare all’azienda il blocco di un piano industriale senza alcun senso logico e
l’imminente cessione dei punti vendita interessati (Aprilia, Colleferro, Fiuggi, Frosinone, Genzano,
Velletri e i 2 di Pomezia).

ll MISE si è reso disponibile a riconvocare le parti solo dopo che l'Azienda ufficializzi il ritiro del
piano industriale scellerato messo in campo che comprendeva la cessione dei punti vendita.
Solo dopo tale ufficializzazione, nel prossimo incontro ci sarà la disponibilità delle parti sociali e del
Ministero stesso a discutere di un nuovo piano industriale che preveda efficienza produttiva,
rilancio delle vendite ma con il mantenimento dei negozi sul territorio del Sud Lazio e, soprattutto la
salvaguardia occupazionale.

Un ringraziamento va a tutte le lavoratrici e i lavoratori che nella giornata odierna hanno scioperato
e attivamente hanno partecipato alla lotta, ai Sindaci dei territori del sud del Lazio presenti
all’incontro, ai Parlamentari presenti e all’Assessore regionale Claudio Di Berardino che, insieme
al Ministero, hanno sostenuto le posizioni di Cgil, Cisl e Uil, comprendendo le ragioni della protesta
e le incongruenze di una Direzione Aziendale che punta solo a risparmiare sulla pelle dei lavoratori, “sfogliando il carciofo” con la chiusura 0 la cessione graduale di punti vendita da sud a nord.

Il risultato raggiunto è importantissimo, ma l'obiettivo è ancora lontano, per cui la lotta unificata dei
lavoratori di UNICOOP TIRRENO e DISTRIBUZIONE CENTRO SUD continuerà per raggiungere
il risultato finale.

LA COOP DEVE RESTARE NEL LAZIO E CON LEI I LAVORATORI

Se la Cooperativa non dovesse tenere in considerazione neanche le indicazioni del Mise e delle istituzioni come fino ad oggi ha fatto con i lavoratori, lo scontro sociale sarà durissimo ed irreversibile, per questo manterremo alta l’attenzione a partire dalle prossime ore.


Filcams-Cgil      Fisascat-Cisl       Uiltucs           

                     
Frosinone-Latina






QUANTA STRADA NEI MIEI SANDALI...

Tre chilometri di marcia in bicicletta per far valere i propri diritti. La comunità indiana e la CGIL hanno fatto quadrato a Borgo Hermada, a Terracina, per far sentire la propria voce. Un grido rivolto ai molti che minimizzano gli episodi a sfondo razziale che hanno interessato il territorio pontino negli ultimi mesi e che vuole dire basta allo sfruttamento dei braccianti. Il corteo si è radunato davanti al tempio Sikh di strada Circondariale. Centinaia di braccianti indiani hanno sfilato a passo d’uomo, percorrendo le strade della frazione di Terracina. Ad aprire la sfilata, il Segretario Generale della CGIL Susanna Camusso.

“È importante essere insieme in questa circostanza. Tra il sindacato e la comunità indiana esiste un rapporto di riconoscimento reciproco che si basa sulla consapevolezza del lavoro che viene svolto da entrambi - ha dichiarato Camusso -. Il quadro normativo oggi fornisce strumenti importanti grazie alla legge 199 contro il caporalato, ma è importante che questa venga applicata nella sua interezza. Esiste un principio di equità del lavoro che deve restare centrale”.

Lavoro, sfruttamento ma anche condanna feroce al razzismo. “Quanto si è verificato in queste settimane su tutto il territorio nazionale è di una gravità assoluta e non bisogna essere superficiali banalizzando la questione”. Un aspetto quello razziale a cuore anche all’amministrazione comunale di Terracina che per il tramite del delegato agli eventi, il consigliere Andrea Bennato, ha voluto rimarcare dal palco allestito in piazza XXIV Maggio come “Terracina non sia una città razzista. Esiste il riconoscimento dei diritti di tutte le persone in quanto tali”.


Intervento energico anche quello del sociologo Marco Omizzolo, da sempre sensibile al fenomeno del caporalato e dello sfruttamento. “Oggi finalmente non dobbiamo più toglierci il turbante e restare silenti davanti a nessuno – dichiara Omizzolo che rivolge il suo allarme anche all’interno della comunità indiana stessa -. Dobbiamo iniziare una nuova battaglia di denuncia nei confronti dei finti leader indiani che non sono altro che degli sfruttatori. Serve presa di coscienza e coraggio per denunciare chi è parte di un sistema corrotto che non è diverso dalle pratiche messe in piedi da meccanismi mafiosi che insistono su questo territorio”. Anche il sindaco di Latina Damiano Coletta e il consigliere regionale Salvatore La Penna hanno voluto manifestare la loro vicinanza alla comunità indiana partecipando alla manifestazione.


Fonte: Simone Tosatti

BSP, D'ARCANGELIS (CGIL): I LAVORATORI VANNO DIFESI TUTTI!

LATINA – 1 agosto 2018. Si è svolto in Regione un tavolo di confronto sul progetto occupazionale dei lavoratori ex Gambro. L’azienda è stata attualmente acquisita dalla vicina Bsp Pharmacuticals grazie al progetto di reindustrializzazione attuato con l’intervento del Consorzio di Sviluppo industriale Roma Latina.

Presenti all’incontro i sindacati di Cgil, Cisl e Uil, l’assessore al Lavoro Claudio Di Berardino e l’Assessore allo Sviluppo Economico Gian Paolo Manzella. Al tavolo non sono stati invitati il Consorzio Asi e la Bsp.

La Bsp ha potuto acquisire la ex Gambro grazie a un piano industriale che prevede investimenti per 144 milioni di euro con l’obiettivo di realizzare un polo internazionale di ricerca, sviluppo e produzione di terapie innovative per la cura del cancro e che, entro il 2020, dovrebbe portare ad assumere altre 200 persone.

In questo quadro i sindacati chiedono ovviamente l’inserimento dei 20 dipendenti ex Gambro rimasti senza lavoro, seppure specializzati nel settore. La Regione però ha rimandato la decisione all’imprenditore stesso che nel corso delle riunioni passate aveva già manifestato la sua intenzione di ricollocare quei lavoratori. Una decisione, quella della Regione, che ai sindacati non è piaciuta soprattutto perchè la stessa Regione ha investito milioni di euro nel piano industriale della Bsp: “Deludente la posizione della Regione, in quanto l’Assessore al lavoro e nuovi diritti Di Berardino, di fronte ad un problema sociale, rinvia le parti al territorio per aprire un tavolo di confronto con l’azienda BSP Pharmaceuticals S.p.A e le organizzazioni sindacali territoriali allo scopo di siglare un accordo in cui siano indicati eventuali criteri per le prossime assunzioni che tengano in considerazione questi lavoratori, non facendosi quindi garante di un accordo preventivamente concordato con l’ex Paolo Ornelli nella fase attuativa del progetto. L’affidamento della Regione è rendersi disponibile solo a facilitare tale percorso attraverso progetti di formazione e riqualificazione professionale”.

Non è dello stesso parere la Cgil secondo la quale per le nuove assunzioni, la Bsp dovrebbe guardare non solo agli operai ex Gambro, ma al quadro generale della provincia di Latina che in questi anni è stata profondamente colpita dalla crisi. “I nuovi Assessori – afferma il segretario della Cgil Latina e Frosinone Dario D’Arcangelis – hanno mostrato notevole attenzione a quanto le organizzazioni sindacali hanno fortemente evidenziato. All’occasione non poteva mancare, quale opportunità di nuova occupazione, il riferimento alla recente assegnazione da parte del Consorzio Industriale Roma Latina, in base alla Legge Regionale sui siti dismessi, del sito ex Scm già Gambro da parte di BSP Pharmaceuticals. Abbiamo chiesto alla Regione Lazio di continuare a sostenere questo nuovo progetto di investimento e non solo, per una ripresa economica e occupazionale”.
E’ stato anche chiesto di attivare un tavolo interassessorile per rispondere a pieno, attraverso percorsi di formazione e riqualificazione professionale, all’emergenza occupazionale, con particolare riferimento ai giovani in un ambito Provinciale.
“Gli assessori al Lavoro e allo Sviluppo Economico hanno convenuto sulle richieste avanzate e confermato, come avvenuto nel 2014 in occasione del primo accordo di programma, l’impegno a sostenere ogni progetto che rilanci l’economia del territorio e generi nuova occupazione, nonché a sostenere politiche attive per il reinserimento al lavoro di tutti i soggetti che sono in uno stato di emergenzialità occupazionale”.
La Cgil fa sapere che a a breve verrà chiesto un incontro alla BSP per conoscere nel dettaglio l’avanzamento del piano industriale e affrontare le ricadute occupazionali.


FCA, POTETTI - GATTI (FIOM CGIL): BENE SU INCONTRO IN REGIONE, C'È TAVOLO PERMANENTE 

“Bene l’incontro con l’assessore regionale al Lavoro Claudio Di Berardino sul futuro industriale e occupazionale per i lavoratori dello stabilimento FCA di Cassino e dell’indotto. Si sono affrontati molti temi tra i quali i somministrati usciti da FCA e dei lavoratori dell’indotto, che non hanno avuto nessun beneficio ad oggi dall’accordo di bacino e sono ormai alla scadenza del sostegno al reddito. Si è discusso della necessità di rivedere l’area di crisi complessa estendendola al territorio cassinate, della possibilità di aprire a investimenti produttivi, e non solo ai servizi, i fondi della legge regionale 46. L’assessore ha condiviso anche la proposta della Fiom di istituire un tavolo permanente regionale su FCA e indotto, con il coinvolgimento della stessa FCA, per affrontare il piano industriale e le prospettive occupazionali del territorio. Infine la Regione ha assunto l’impegno di verificare con il Cotral la possibilità di avere una un servizio in grado di sostenere le necessità dei lavoratori durante il mese di agosto. Il prossimo incontro sarà convocato per il mese di settembre e vedrà la partecipazione anche dell’assessore alle Attività Produttive anche ai fini di una diversificazione delle aziende dell’indotto che oggi soffrono dei ridotti volumi produttivi di FCA”. Lo dichiarano in una nota congiunta Fabrizio Potetti, segretario generale Fiom Roma e Lazio e Donato Gatti, segretario generale Fiom Frosinone e Latina.

DA 8 MESI SENZA STIPENDIO…VERGOGNA! LA CGIL SI MOBILITA PER LE LAVORATRICI

LA CGIL SI MOBILITA PER LE LAVORATRICI DELLE PULIZIE DELLE SCUOLE PUBBLICHE DI FROSINONE E LATINA.

Le quasi mille lavoratrici delle pulizie delle scuole pubbliche della provincia di Frosinone e Latina continuano a lavorare gratis!

È una vergogna ciò che stanno subendo lavoratrici che garantiscono le pulizie e il decoro delle scuole dove studiano i nostri figli; non ricevono lo stipendio da ormai più di 8 mesi e, con enorme senso di responsabilità hanno comunque consentito il corretto svolgimento dell’anno scolastico.

Tra denunce,scioperi, incontri locali e Ministeriali, ad oggi ancora non si riesce a porre rimedio ad una situazione che vede subirne le conseguenze in primis i lavoratori e anche i cittadini perché ricordiamo che stiamo parlando di un appalto pubblico di centinaia di milioni di euro.

























La Cgil continuerà a seguire la vertenza su tutti i fronti istituzionali per ripristinare una volta per tutte la trasparenza e la legalità in questo appalto, fotografia e simbolo, in negativo, di molteplici altri appalti pubblici.

Nel frattempo l’impegno sociale e solidaristico impone però di affrontare nell’immediato situazioni di particolare indigenza di lavoratrici e lavoratori che non hanno più i soldi per pagare i mutui, gli affitti, per fare la spesa….insomma per vivere dignitosamente.

Per tutti questi motivi la Filcams Cgil, insieme a tutte le categorie della Cgil e alla Confederazione, ha deciso di aprire le proprie sedi a lavoratori che purtroppo sono stati sfrattati e organizzare un’iniziativa di spesa solidale denominata “un sacco di solidarietà”.

L’iniziativa si svolgerà il week end del 14 e 15 luglio nei superstore a marchio Conad della provincia di Latina e più precisamente nei negozi di:

- Latina: Centro commerciale le Torri, via Ezio 47 e via Don Torello 51

- Sermoneta scalo: Centro Commerciale Sermoneta Shopping Center

- Sabaudia via del parco nazionale

- Terracina, via Centuriazione (Parco Calcatore)

- Fondi, via Appia km 119 (solo il 14 luglio).

Presso il Centro Commerciale di Sermoneta alle ore 17, in concomitanza con l’iniziativa, si svolgerà anche una conferenza stampa aperta con la partecipazione del Segretario Generale della Cgil di Roma e del Lazio Michele Azzola, del Segretario Generale della Cgil di Frosinone e Latina Anselmo Briganti, della Segretaria Generale della Filcams di Roma e del Lazio Alessandra Pelliccia e del Segretario Generale della Filcams di Frosinone e Latina Giovanni Gioia.

Nel dare appuntamento quindi a tutta la popolazione presso i punti vendita sopra indicati e nel ringraziare anticipatamente tutti coloro che vorranno aderire a tale iniziativa, cogliamo l’occasione per ringraziare la proprietà dei negozi a marchio Conad e dei centri commerciali che ci hanno dato agibilità e sostegno e diamo appuntamento a tutti gli organi di stampa e coloro che vogliono partecipare alle ore 17 di sabato 14 luglio a Sermoneta Scalo presso il Sermoneta Shopping center per la conferenza stampa.

È molto probabile che il prossimo week end l’iniziativa si ripeta nei negozi a marchio Coop, per arrivare a fare un’iniziativa pubblica i primi di agosto con tutti i lavoratori e distribuire loro tutto ciò che grazie alla solidarietà e alla responsabilità dei cittadini, si riuscirà a raccogliere.



OMICIDIO SOUMAYLA, CGIL: SACKO VITTIMA DELL'ODIO E DELLA VILTÁ

“Quanto avvenuto è sconcertante. Ribadiamo la nostra condanna verso tali gesti e manifestiamo serie preoccupazioni per l'aumento di violenze inaudite, alimentate da un clima esasperato sempre più dedito all'odio”. È molto dura la presa di posizione del segretario generale della Cgil Calabria Angelo Sposato e della segretaria generale della Cgil Gioia Tauro Celeste Logiacco, in relazione all'omicidio di Sacko Soumayla, il 29enne originario del Mali, residente regolarmente in Italia dal 2010, attivista dell’Unione sindacale di base, ucciso nel Vibonese nella notte tra sabato 2 e domenica 3 giugno da alcuni colpi di fucile.

La vittima viveva nell'area della tendopoli di San Ferdinando, una zona dove stazionano i braccianti utilizzati per i lavori nei campi. L’uomo era entrato, assieme a due compagni (Madiheri Drame, di 39 anni, e Madoufoune Fofana, di 27) nell’area della cosiddetta “ex Fornace”, una fabbrica abbandonata del comune di San Calogero (Vibo Valentia), alla ricerca di legni e lamiere per costruirsi un riparo di fortuna. I tre migranti, tutti regolarmente residenti in Italia, sono stati raggiunti da quattro colpi di fucile sparati da lunga distanza. Sacko Soumayla, colpito alla testa, è morto subito dopo il ricovero in ospedale a Reggio Calabria, gli altri due uomini sono stati feriti.

“Da troppo tempo denunciamo le condizioni di vita e di lavoro alle quali sono costretti a sottostare ancora oggi, malgrado gli importanti risultati legislativi ottenuti e l'allestimento della nuova tendopoli, uomini e donne che di anno in anno durante la stagione di raccolta ritornano nella piana di Gioia Tauro”, spiegano i due esponenti sindacali. Quanto accaduto, aggiungono Sposato e Logiacco, oltre a “dimostrare drammaticamente quali possano essere le conseguenze della mancata accoglienza e dell'inesistente integrazione, impone ancora una volta l'intervento immediato e non rinviabile dello Stato per il superamento definitivo dell'ormai nota situazione alloggiativa in cui sopravvivono da troppo tempo uomini, donne e bambini”.

Per le Cgil regionale e provinciale “vanno messe definitivamente in atto tutte le azioni necessarie per favorire la fuoriuscita dall'ancora attuale condizione di degrado e precarietà che caratterizza l'intero territorio della Piana di Gioia Tauro, per ridare dignità al lavoro agricolo garantendo il rispetto dei contratti e individuando fin da subito idonee strutture alternative alle baracche, ai capannoni e ai casolari, serviti in questi anni, e mai come adesso, a coprire il fabbisogno di posti letto e quanto necessario”. In conclusione, Angelo Sposato e Celeste Logiacco rilevano che “un’accoglienza dignitosa è il primo passo per arginare gravi abusi quali lo sfruttamento lavorativo: negare un'accoglienza degna di un paese civile a questi lavoratori vuol dire necessariamente consegnarli a caporali e sfruttatori”.

“Un’aggressione vile e piena di odio”. Per Bruno Costa, segretario generale della Flai Cgil Calabria, l’assassinio di Sacko Soumayla è “un fatto che nella sua ferocia colpisce, nel mentre in questo paese un vento gelido di revanscismo e sciovinismo nervoso, che qualcuno pericolosamente alimenta, sta eccitando le coscienze poco critiche di quanti ignorano le pene, le difficoltà, lo sfruttamento, le condizioni di vita e di lavoro che i migranti devono sopportare, per assicurarsi un’esistenza dignitosa lontano da guerre, fame e malattie”. La Flai Cgil calabrese, dunque, chiama “a responsabilità la società civile, la politica e le istituzioni tutte a riflettere e agire immediatamente, e senza tentennamenti, per l’aumento di questo genere di violenze razziali”.

“Questo fatto gravissimo deve suscitare preoccupazione e mantenere acceso il faro sulla condizione in cui vivono migliaia di lavoratori stranieri impiegati per lo più nel lavoro nei campi in condizioni disumane e di grave sfruttamento”: così in una nota congiunta i segretari generali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, Onofrio Rota, Ivana Galli e Stefano Mantegazza.

“Nel ribadire la condanna per quanto avvenuto, confidando che quanto prima siano consegnati alla giustizia i responsabili dell’aggressione e dell’omicidio, esprimiamo forte preoccupazione e invitiamo le istituzioni tutte a vigilare e arginare qualsiasi ulteriore forma di intolleranza e aggressione ai danni dei migranti. Paghe di pochi euro l’ora, assenza di contratti, lavoro nero, ricatti, a questo si aggiunga la mancanza di politiche di accoglienza e di integrazione realmente efficaci. Tutto questo non è più tollerabile. Crediamo che dal lavoro, da una giusta e legale retribuzione e da condizioni umane di accoglienza sia necessario partire per dare risposte reali ai bisogni di tutti”, continuano i sindacati.

“È indispensabile che le istituzioni provvedano al più presto a istituire in Calabria la Cabina di regia della Rete del lavoro di qualità, attivando le sezioni territoriali, secondo il percorso avviato a Foggia, con le parti sociali affinché, oltre al contrasto del lavoro nero, vengano assunte le decisioni più opportune. Ci auguriamo inoltre – concludono i segretari generali – che, in seguito a questi accadimenti, tutte le parti negoziali siano richiamate a una maggiore responsabilità per un rapido rinnovo del contratto degli operai agricoli”.