LAVORO: SITUAZIONE DRAMMATICA, OCCORRE PUNTARE SU INNOVAZIONE E INVESTIMENTI


Intervista ad Anselmo Briganti, Segretario Generale CGIL Frosinone Latina sul quotidiano Ciociaria Oggi.

“La situazione era drammatica prima dell'arrivo del Covid, ora lo è ancora di più. La pandemia, purtroppo - ha evidenziato Anselmo Briganti, Segretario Generale CGIL Frosinone Latina - ha acuito un quadro che già parlava di lacrime e sangue per tutti. La grande crisi economica del 2007/2008 si è trascinata fino al 2015, anche se poi, tra il 2015 e il 2020, alla vigilia dell'apparizione del Covid, non è che le cose siano andate meglio. Si è tentato di gestire la gravissima situazione cercando di andare avanti nel miglior modo possibile. Tuttavia, ciò che è mancato è stato il calare sul territorio risorse reali e importanti. Poi ci sono stati gli Accordi di programma del 2013 e del 2018 che purtroppo, però, non hanno creato nuova occupazione o favorito la nascita di nuove imprese. Ci sono state le Aree di crisi complessa che avranno potuto dare alle nostre imprese una bella boccata di ossigeno ma non siamo riusciti a farli e ora le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Eppure – ha proseguito Briganti - nel primo accordo di programma c'erano 90 milioni di euro, mentre nel secondo ce n'erano 10. Cifre importanti, che però non hanno generato i risultati sperati visto che non ci sono state risposte adeguate alle necessità del territorio”.

E adesso? Quale può essere la via d'uscita da questo buoi tunnel?
"Sicuramente i fondi europei possono essere una buona chance. Penso al Recovery Fund in particolare. Risorse importanti, ma che devono essere spese bene attraverso progetti realizzati coinvolgendo tutte le forze sociali, politiche ed imprenditoriali del territorio in modo da evitare il ripetersi di sbagli del passato. A tal fine tutti devono collaborare con spirito unitario e costruttivo e il territorio deve dimostrare una grande capacità di reazione, progettuale e di ripresa. Qualcosa in merito è stato fatto, l'Alta Velocità su tutto, ma occorre molto di più: penso alla digitalizzazione, alla questione ambientale, alla revisione del Sin della Valle del Sacco con tutto quello che ne deriva, alla green economy, alle infrastrutture, all'innovazione”.

Insomma, quale fotografia si sente di fare della situazione economica ed occupazionale provinciale?
“Purtroppo non buona. Il quadro che il territorio oggi ci riconsegna non è affatto dei migliori e ci lascia l'amaro in bocca. È stata persa produttività e l'occupazione sfumata non è stata recuperata. A livello occupazionale la nostra provincia è agli ultimi posti in Italia, dove siamo quasi fanalino di coda”.

Non vede qualche spiraglio di luce?
“Alcuni barlumi ci sono: il territorio ha diversi settori trainanti. Su tutti il chimico-farmaceutico, l'automotive (dove con il nuovo Stellantis e la fusione tra Fca-Peugeot ci sono ottime prospettive). Occorre però puntare molto sull'innovazione, sugli investimenti, sull'elettrico, sull'aerospaziale (basti pensare in merito al Gruppo Leonardo), sul chimico-farmaceutico e sulle aziende che lavorano a livello internazionale: settori molto importanti nei quali operano oltre 50.000 aziende”.

Parlava dell'Europa: come e cosa fare per non perdere questo treno?
“È fondamentale operare in sinergia, ognuno dovrà fare la sua parte. L'obiettivo è arrivare a progetti condivisi e realmente calati sul territorio. Insomma, non dobbiamo “farci progettare”, ma dobbiamo essere noi gli artefici dei nostri progetti di ripresa”.

Poi ci sono i “ristori” del Governo...
“Si, ma sarebbe necessario che arrivassero rapidamente”.