CGIL FROSINONE LATINA A CONGRESSO - UN PATTO PER DARE UNA SCOSSA ANTI-CRISI


«Il Lazio Meridionale ha bisogno di una vera e propria scossa, di una svolta per rilanciare la sua economia, c'è la necessità di un progetto chiaro per far si che arrivino investimenti pubblici e privati per rilanciare lo sviluppo del territorio. Occorre fare un Patto per lo sviluppo del Lazio Meridionale che parta necessariamente dall'attrattività delle bellezze e delle particolarità che vivono in esso. Solo facendo dialogare mondo della ricerca e mondo della produzione potranno nascere progettualità e sviluppi tecnologicamente avanzati coerenti con le attese del territorio»: è la proposta lanciata dal segretario uscente della Cgil di Frosinone e Latina, Anselmo Briganti, che ieri ha tenuto la relazione d’apertura del congresso dell’organizzazione che si concluderà questa mattina a Villa Ecetra a Patrica
con l’elezione della segreteria. Molti gli ospiti della mattinata che hanno preso la parola, tra gli altri il segretario generale della Cisl, Enrico Coppotelli, il segretario generale dell’Ugl, Enzo Valente ed
esponenti della Uil e di varie categorie produttive (era presente il direttore di Federlazio Frosinone, Roberto Battisti). Ha presieduto i lavori il professor Massimo Terracciano. Il dibattito è stato dedicato alla presentazione del libro sulla Camera del Lavoro del Lazio meridionale, scritto da Ermisio Mazzocchi e Salvatore D’Incertopadre, per i tipi di Atlantide Editore di Latina. Hanno portato i saluti istituzionali il sindaco di Patrica, Lucio Fiordalisio ed il presidente della Provincia, Antonio Pompeo. Tornando all’intervento di Briganti, va evidenziato anche il passaggio in cui avverte come «senza unità i sindacati conteranno sempre meno. Da anni sulle due Province di Frosinone e Latina si è consolidata storicamente un unità sindacale tra Cgil, Cisl, Uil, rafforzata dagli obiettivi comuni e mai scalfita. Questi dieci lunghi anni di crisi hanno messo a dura prova il movimento sindacale, ma hanno anche fatto riscoprire le ragioni dell'unità. Ed è proprio dalle cose che ci uniscono che si deve aprire il confronto sull'unità: pensioni, fisco, Mezzogiorno, ambiente, politica indu- striale, contratti e gestione della crisi. Tutti temi che ci vedono molto vicini e convergenti».

Ha chiuso la prima giornata del congresso l’intervento dell’assessore regionale al Lavoro, Claudio Di
Berardino, già segretario regionale della Cgil di Roma e del Lazio. Di Berardino ha messo in guardia sulla riforma dei centri per l’impiego: «Attenti agli slogan sulla loro trasformazione. Non vorrei si trasformassero da occasione per mettere in campo politiche attive per il lavoro in occasione per
attuare politiche assistenziali. Abbiamo bisogno sicuramente di welfare ma non che quest’ultimo si sostituisca al lavoro». «Molte cose sono iniziate prima del mio arrivo - ha poi scandito entrando nel merito dell’attualità economica provinciale -. La Regione ha messo in campo nel corso di questi anni, senza la pretesa di risolvere tutti i problemi della deindustrializzazione, molte intese insieme al Mise. Nel Lazio ci sono stati circa 15 accordi, per un investimento di 25 milioni di euro: questo ha generato circa 400 milioni di investimento. Sono in fase istruttoria altri 5 progetti finalizzati a mettere in campo altri 63 milioni di investimento sul territorio. In più l’area di crisi complessa ha previsto un 20% in più di premialità per Frosinone e Rieti. E domani (oggi - ndr) al Mise si firmerà l’accordo sull’area di crisi complessa che sblocca 10 milioni di euro del ministero in favore delle imprese, che decideranno di investire sul territorio».

«C’è una questione degli ammortizzatori sociali in deroga - è poi venuto alla questione dolente -. Voglio essere chiaro: se il sindacato vorrà io sono pronto a fare quello che il sindacato mi chiede. Noi abbiamo una condizione in cui per il 2018 per gli ammortizzatori mancano all’appello circa 13 milioni di euro. Il fabbisogno stimato non è stato realmente coperto. Noi siamo impegnati col ministero ed abbiamo chiesto questi 13 milioni di euro e in più abbiamo anche sollecitato il
finanziamento del 2019. Perché dobbiamo tenere ancorato il ministero sulla partita dell’area di crisi complessa e sugli investimenti conseguenti all’accordo di domani. La Regione Lazio - ha aggiunto Di Berardino - ha una sorta di tesoretto presso l’Inps: ci sono circa 50 milioni di euro. Il ministero non sappiamo quanti ne vorrà trattenere e quanti ne vorrà dare alla Regione. Il punto non è questo: abbiamo chiesto lo sblocco di queste risorse accumulate perché nel corso degli anni tra il dare e l’avere è rimasto qualcosa da parte. Ma questi fondi, lo dico con chiarezza a Frosinone, non sono per le aree di crisi complessa, ma servono ad aiutare quei lavoratori che hanno perso il posto con ammortizzatori che sono fuori dall’area di crisi complessa. Credo che in una forbice come questa dobbiamo portare a casa tutti e due i risultati: quello per l’area di crisi complessa e quello per gli altri lavoratori in difficoltà. Altrimenti noi sceglieremmo solo di aiutare solo una parte dei lavoratori».

Fonte quotidiano "L'Inchiesta"