OMICIDIO SOUMAYLA, CGIL: SACKO VITTIMA DELL'ODIO E DELLA VILTÁ

“Quanto avvenuto è sconcertante. Ribadiamo la nostra condanna verso tali gesti e manifestiamo serie preoccupazioni per l'aumento di violenze inaudite, alimentate da un clima esasperato sempre più dedito all'odio”. È molto dura la presa di posizione del segretario generale della Cgil Calabria Angelo Sposato e della segretaria generale della Cgil Gioia Tauro Celeste Logiacco, in relazione all'omicidio di Sacko Soumayla, il 29enne originario del Mali, residente regolarmente in Italia dal 2010, attivista dell’Unione sindacale di base, ucciso nel Vibonese nella notte tra sabato 2 e domenica 3 giugno da alcuni colpi di fucile.

La vittima viveva nell'area della tendopoli di San Ferdinando, una zona dove stazionano i braccianti utilizzati per i lavori nei campi. L’uomo era entrato, assieme a due compagni (Madiheri Drame, di 39 anni, e Madoufoune Fofana, di 27) nell’area della cosiddetta “ex Fornace”, una fabbrica abbandonata del comune di San Calogero (Vibo Valentia), alla ricerca di legni e lamiere per costruirsi un riparo di fortuna. I tre migranti, tutti regolarmente residenti in Italia, sono stati raggiunti da quattro colpi di fucile sparati da lunga distanza. Sacko Soumayla, colpito alla testa, è morto subito dopo il ricovero in ospedale a Reggio Calabria, gli altri due uomini sono stati feriti.

“Da troppo tempo denunciamo le condizioni di vita e di lavoro alle quali sono costretti a sottostare ancora oggi, malgrado gli importanti risultati legislativi ottenuti e l'allestimento della nuova tendopoli, uomini e donne che di anno in anno durante la stagione di raccolta ritornano nella piana di Gioia Tauro”, spiegano i due esponenti sindacali. Quanto accaduto, aggiungono Sposato e Logiacco, oltre a “dimostrare drammaticamente quali possano essere le conseguenze della mancata accoglienza e dell'inesistente integrazione, impone ancora una volta l'intervento immediato e non rinviabile dello Stato per il superamento definitivo dell'ormai nota situazione alloggiativa in cui sopravvivono da troppo tempo uomini, donne e bambini”.

Per le Cgil regionale e provinciale “vanno messe definitivamente in atto tutte le azioni necessarie per favorire la fuoriuscita dall'ancora attuale condizione di degrado e precarietà che caratterizza l'intero territorio della Piana di Gioia Tauro, per ridare dignità al lavoro agricolo garantendo il rispetto dei contratti e individuando fin da subito idonee strutture alternative alle baracche, ai capannoni e ai casolari, serviti in questi anni, e mai come adesso, a coprire il fabbisogno di posti letto e quanto necessario”. In conclusione, Angelo Sposato e Celeste Logiacco rilevano che “un’accoglienza dignitosa è il primo passo per arginare gravi abusi quali lo sfruttamento lavorativo: negare un'accoglienza degna di un paese civile a questi lavoratori vuol dire necessariamente consegnarli a caporali e sfruttatori”.

“Un’aggressione vile e piena di odio”. Per Bruno Costa, segretario generale della Flai Cgil Calabria, l’assassinio di Sacko Soumayla è “un fatto che nella sua ferocia colpisce, nel mentre in questo paese un vento gelido di revanscismo e sciovinismo nervoso, che qualcuno pericolosamente alimenta, sta eccitando le coscienze poco critiche di quanti ignorano le pene, le difficoltà, lo sfruttamento, le condizioni di vita e di lavoro che i migranti devono sopportare, per assicurarsi un’esistenza dignitosa lontano da guerre, fame e malattie”. La Flai Cgil calabrese, dunque, chiama “a responsabilità la società civile, la politica e le istituzioni tutte a riflettere e agire immediatamente, e senza tentennamenti, per l’aumento di questo genere di violenze razziali”.

“Questo fatto gravissimo deve suscitare preoccupazione e mantenere acceso il faro sulla condizione in cui vivono migliaia di lavoratori stranieri impiegati per lo più nel lavoro nei campi in condizioni disumane e di grave sfruttamento”: così in una nota congiunta i segretari generali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, Onofrio Rota, Ivana Galli e Stefano Mantegazza.

“Nel ribadire la condanna per quanto avvenuto, confidando che quanto prima siano consegnati alla giustizia i responsabili dell’aggressione e dell’omicidio, esprimiamo forte preoccupazione e invitiamo le istituzioni tutte a vigilare e arginare qualsiasi ulteriore forma di intolleranza e aggressione ai danni dei migranti. Paghe di pochi euro l’ora, assenza di contratti, lavoro nero, ricatti, a questo si aggiunga la mancanza di politiche di accoglienza e di integrazione realmente efficaci. Tutto questo non è più tollerabile. Crediamo che dal lavoro, da una giusta e legale retribuzione e da condizioni umane di accoglienza sia necessario partire per dare risposte reali ai bisogni di tutti”, continuano i sindacati.

“È indispensabile che le istituzioni provvedano al più presto a istituire in Calabria la Cabina di regia della Rete del lavoro di qualità, attivando le sezioni territoriali, secondo il percorso avviato a Foggia, con le parti sociali affinché, oltre al contrasto del lavoro nero, vengano assunte le decisioni più opportune. Ci auguriamo inoltre – concludono i segretari generali – che, in seguito a questi accadimenti, tutte le parti negoziali siano richiamate a una maggiore responsabilità per un rapido rinnovo del contratto degli operai agricoli”.