CAPORALATO - CGIL, D'ARCANGELIS REPLICA AL QUESTORE DI LATINA

Donne pagate meno di 2 euro l’ora e costrette a lavorare fino a 15 ore al giorno; ricattate da caporali che chiedono sesso in cambio di un trattamento meno disumanoLeft ha documentato tutto questo e altro attraverso la testimonianza di alcune lavoratrici, soprattutto dell’agro pontino (potete leggere l'articolo a questo link). Veri e propri fenomeni di schiavitù, ovviamente difficili da denunciare. Però, il questore di Latina Giuseppe De Matteis non è d'accordo e - riportiamo dalla fonte left.it - "sulle pagine del settimanale racconta di aver disposto «numerosi accessi, atti di ispezione e controlli» a seguito delle segnalazioni di fonti giornalistiche, «e non dai sindacati, che hanno una visione molto concreta del problema». 
«Se vogliamo dire che nella provincia pontina ci sono evidenze di condizioni di schiavitù dei braccianti stranieri o che questi vengano costretti addirittura ad assumere droghe per garantire una lunga giornata di lavoro, francamente non abbiamo riscontri». Le irregolarità, spiega De Matteis, riguardano questioni comuni a quasi tutti i lavoratori del settore, episodi di competenza dell’Ufficio provinciale per il lavoro e non di forze dell’ordine e magistratura.Anche il protocollo d’intesa siglato sei mesi fa con i sindacati confederali della provincia di Latina ha portato «a una sola denuncia e neanche riscontrata» aggiunge il questore, la cui tesi è che i braccianti raccontino episodi abnormi imputandoli alla camorra o a caporali italiani «per nascondere reati compiuti da connazionali». De Matteis non usa mezzi termini per definire l’atteggiamento delle braccianti straniere:«Ho l’impressione che siamo dinnanzi a casi di depistaggio. Loro raccontano dei fatti clamorosi, che sicuramente comportano l’attenzione degli organi investigativi. Non raccontano invece, le cose che avvengono sicuramente ogni giorno», vale a dire gli episodi di caporalato che vede come protagonisti loro connazionali".
Non si è fatta attendere la replica della CGIL Frosinone Latina; infatti, il Segretario Dario D'Arcangelis si espresso così al riguardo: "Che ci siano anche fenomeni di caporalato etnico lo denunciamo anche noi, ma i casi di sfruttamento ad opera di caporali italiani sono molti, è grave se da parte del questore c’è la sottovalutazione, l’accusa di millanteria, e non invece il riconoscimento della difficoltà di circostanziare il fenomeno". Continua il Segretario della CGIL: "personalmente ho raccolto la testimonianza di tre braccianti indiani pronti a denunciare; hanno pagato un loro connazionale che gli aveva promesso l’assunzione in un’azienda del pontino e dopo un anno a nero ora sono destinatari di un decreto di espulsione. Spero che l’analisi di De Matteis sia frutto di una strategia investigativa volta ad abbassare il livello di guardia delle aziende che ricorrono al caporalato. Perché la nostra storia, il nostro lavoro sul territorio e le minacce che alcuni di noi hanno subito, girando per i campi, da caporali italiani, dicono esattamente il contrario".